Saverio Strati: biografia esistenziale e umana nel romanzo di Palma Comandè “Prima di tutto un uomo”
“Prima di tutto un uomo” il romanzo che racconta la storia familiare e umana di Saverio Strati, scritto da Palma Comandè, verrà presentato a Rombiolo domani sabato 9 (Auditorium, ore 17) per ricordare il grande scrittore nella Ricorrenza del Centenario della sua nascita. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna letteraria “Autunno letterario” organizzata dalla Proloco in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Rombiolo e la libreria “Cuori di inchiostro”.
Nel centenario della nascita dello scrittore Saverio Strati, domani, sabato 9, alle ore 17, all’auditorium di Rombiolo, verrà presentato il romanzo “Prima di tutto un uomo” (edito da Rubbettino), scritto da Palma Comandè, nipote di Saverio Strati. Sono passati cento anni dalla nascita (16 agosto 1924) di uno tra i più importanti narratori calabresi (premio Campiello nel 1977 con il romanzo Il selvaggio di Santa Venere). La Comandè è l’erede spirituale di Strati come si evince dal romanzo, la cui prima edizione (Pellegrini editore) è stata pubblicata nel 2017. Autrice della “Padrina” (2021), e nel 2004 “Per coraggio e per paura”, in “Prima di tutto un uomo” la scrittrice ricostruisce l’ambiente in cui cresce socialmente e culturalmente Saverio Strati. L’opera rappresenta uno spaccato sociale e antropologico di una località Sant’Agata del Bianco, attraversata per circa un cinquantennio, dai primi del Novecento fino agli anni ‘50. Da una parte si può definire come una sorta di “lessico familiare” per citare il libro di Natalia Ginzburg (edito nel 1963), dall’altro una puntuale ricostruzione di un ambiente (secondo i canoni estetici che possiamo accostare alla corrente letteraria del Naturalismo francese) che rappresenta anche il recupero di una condizione storica – o di un tempo perduto. Con abilità narrativa e stilistica, oltre a far emergere l’ambiente antropologico e sociale dell’epoca, la Comandè interroga anche la coscienza storica non solo di una località e di uno scrittore, ma di una terra, la Calabria, recuperando le tematiche neorealistiche della testimonianza e della memoria.

Nel romanzo affiorano, come una sorgente luminosa e dissetante, sentimenti, emozioni, attese, sogni, desideri che muovono i personaggi, e la scrittrice dimostra di penetrali attraverso una profondità psicologica e antropologica con quel respiro epico che ci riporta nell’atmosfera dei grandi narratori dell’Ottocento. “Un romanzo su Saverio Strati”, come recita il sottotitolo, rievocando il travaglio che ha fatto emergere la personalità di Saverio Strati, ma soprattutto la straordinaria figura materna, Agata, il cui sacrificio esprime da un lato, la forza titanica delle donne calabresi, dall’altro una figura eroica e tragica che sembra essere sopravvissuta come archetipo della tradizione greca. Si può affermare, sotto il profilo letterario e antropologico, che Palma Comandé, erede e testimone della vicenda che ha caratterizzato la biografia umana di Saverio Strati, abbia voluto restituire memoria a questa donna, senza la cui determinazione, il coraggio e lo spirito di sacrificio, il figlio non avrebbe compiuto quel riscatto umano, sociale e culturale a cui aspirava lei come donna, in un ambiente improntato al patriarcato. Due destini speculari, quella di madre e figlio, riflesso e specchio di due identità capaci di riconoscersi in profondità al di là dei ruoli, per sfidare il loro destino e trasformarlo, dare compimento ad una storia caratterizzata da sofferenza, rassegnazione ma anche di una tenace forza interiore la cui lotta diventa epica. Emerge una visione del mondo diversa da quella pessimista di Giuovanni Verga. Anche se la Comandé descrive un mondo segnato dalla povertà, dalla lotta per la sopravvivenza, i personaggi non sono dei “vinti”, degli sconfitti da un destino infausto, ma dentro sentono una forza umana e spirituale tale da elevarli a simboli e quindi la loro condizione si proietta oltre la contingenza sociale e storica. Ed è per questo che i protagonisti emanano un afflato epico, attraversando il tempo e lo spazio, diventando degli archetipi di una cultura e di un sentimento che affonda le radici nell’identità profonda della storia umana e culturale della Calabria.
La presentazione del libro rientra nell’ambito della rassegna letteraria “Autunno letterario” organizzato e promosso dalla Proloco di Rombiolo in collaborazione con l’Amministrazione comunale e la libreria “Cuori d’inchiostro”.
Interverranno Caterina Contartese (Sindaco dell’Amministrazione comunale di Rombiolo), Laura Papaianni (Assessore alla Cultura), Alessia Gerace (Presidente Proloco). Introdurrà Annunciato Larosa (Vicepresidente Proloco) e dialogherà con l’autrice il sottoscritto, Nicola Rombolà.
La rassegna è giunta al secondo appuntamento, dopo la presentazione de “L’atomo inquieto” di Mimmo Gangemi (18 ottobre). Proseguirà il 23 novembre con il romanzo di Vincenzo Reale “La fortuna del greco” e infine il 28 novembre, conclude la rassegna Michele Petullà con “Racconti poetici di Natale”.


Breve excursus sui contenuti umani, i significati storico-sociali e letterari presenti nell’opera di Palma Comandè
Nel romanzo “Prima di tutto un uomo” dedicato alla parabola biografica, esistenziale e letteraria di Saverio Strati coniuga le questioni ambientali, culturali, sociali, antropologiche che caratterizzano la Calabria del ‘900. Racconta la storia vera di un ragazzo di umili condizioni, classe 1924, destinato a fare il muratore, il quale a un certo punto, precisamente intorno ai vent’anni, si accorge di volere altro per se’, vuole conoscere, capire, fare parte del mondo. Vuole, insomma, studiare. Ma il suo dovere di contribuire economicamente al riscatto di una parte, se pur esigua, dell’antica condizione di latifondisti della sua famiglia gli renderà impossibile la realizzazione del suo sogno. Sarà una donna a sostenerlo, la madre, per la quale il riscatto sociale non si concretizzava nell’avere ma nell’essere. E lo sosterrà lottando contro lo strapotere del marito, subendo per questo vessazioni e violenze di ogni tipo. Il ragazzo, sostenuto economicamente da uno zio che vive negli USA, fratello della madre a cui la donna s’era rivolta per avere aiuto, compirà da esterno e in pochi anni il percorso di studi fino al liceo, e negli anni dell’Universita’ comincerà a scrivere raccontando il mondo degli umili, degli sfruttati, quel mondo che egli sentiva tutto dentro di se’ e di cui come nessun altro era in grado di raccontare dolori e desideri profondi. I suoi scritti, letti e apprezzati dal grande critico Giacomo Debenedetti, giungeranno ad Alberto Mondadori che li pubblicherà cominciando col giovane scrittore di Calabria un sodalizio che durerà oltre un trentennio e che porter riconoscimenti di ogni genere che culmineranno nel 1977 col prestigioso Campiello.
Il ragazzo destinato a fare il muratore divenne uno dei più apprezzati scrittori della Mondadori, tradotto in tutto il mondo e recensito nelle più importanti testate europee e americane, uno dei più grandi scrittori italiani, Saverio Strati. Un uomo riservato, non incline ai compromessi, che ad un certo punto della sua vita, però, dopo la rescissione del contratto con la Mondadori che aveva cambiato editore, si vide costretto da gravi difficoltà economiche a chiedere i benefici della legge Bacchelli. Fu un caso che scosse l’intera Calabria, che si sentì chiamata in causa, come una madre che abbandona un figlio. In poche settimane si verificò un fermento culturale mai visto prima. Scuole, Enti pubblici, associazioni si adoperarono a diffondere le opere dello scrittore. Scoprirono così la sua grandezza ed ora il paese natio, Sant’Agata del Bianco, e’ una meta turistica, la meta di un pellegrinaggio culturale dove il paese si conosce e si racconta attraverso le opere del suo scrittore. E in Calabria, anche negli angoli più sperduti, sulle sue opere si cimentano compagnie teatrali e scolaresche alla ricerca di un’identità che li armonizzi col mondo.
Dichiara Palma Comandè: “Saverio Strati, uno scrittore e un uomo. Anzi, prima di tutto un uomo, con tutte le sue contorsioni e le sue ansie le cui ricadute provocarono conseguenze importanti proprio sugli affetti più cari. La sua è una storia emblematica di uomini che cercando un punto di equilibrio tra quel che sono e quel che ambiscono ad essere, trovano invece un punto di frattura. E ne rimangono travolti. Da studiosa dell’opera dello scrittore e da appassionata calabrese, non posso non compiacermi dell’attenzione che, in modo sempre più diffuso, si sta ponendo su uno scrittore oggi universalmente riconosciuto tra i più grandi della letteratura internazionale, perché ha parlato dell’Uomo fin da quando delle categorie degli umili il Realismo letterario imperante coglieva solo la dimensione sociale.
Da studiosa dell’opera dello scrittore e da appassionata calabrese, non posso non compiacermi dell’attenzione che, in modo sempre più diffuso, si sta ponendo su uno scrittore oggi universalmente riconosciuto tra i più grandi della letteratura internazionale, perché ha parlato dell’Uomo fin da quando delle categorie degli umili il Realismo letterario imperante coglieva solo la dimensione sociale.
Riflettendo, come si sta facendo in questi giorni, sull’importanza della letteratura nel percorso di crescita di una società e coniugando la stessa ad un’idea più generale di Sviluppo si capisce quanto sia indispensabile attingere alla dimensione umana in tutte le sue sfaccettature non potendo concepire sviluppo sociale e ambientale senza una consapevolezza piena di chi si è e di dove si vuole andare. E tale consapevolezza solo la buona letteratura e’ in grado di darla poiché, per dirla col grande Vittorini, “solo la letteratura riesce ad esprimere quanto non si riesce ad esprimere col linguaggio dei concetti”. E la letteratura di Strati e’ un’autentica guida nel cammino di conoscenza antropologica.
