Calo del desiderio durante le feste? Non a Torino
Non sempre il periodo delle feste è sinonimo di relax, piccoli peccati di gola e di passioni sfrenate. Per la maggior parte delle persone dicembre rappresenta infatti un mese di caos, tra la corsa ai regali, spese last minute per il cenone e l’annoso problema sulla meta da scegliere a Capodanno. E in questo 2020 lo stress rischia di essere addirittura più elevato, poiché le persone dovranno barcamenarsi tra rigidi divieti e limitazioni per contenere la diffusione del coronavirus.
Nonostante una nutrita letteratura scientifica pronta a dimostrare come dicembre sia il mese dove la sessualità risulta più spenta, a dispetto delle credenze popolari, Torino appare in controtendenza. Mai come in quest’anno si registra una grande voglia di passione sotto la Mole, tanto che molti cittadini si dicono addirittura pronti a sfidare limitazioni e lockdown pur di realizzare un malizioso desiderio. Come già accennato, la scienza parla chiaro: il mese di dicembre è il meno prolifico sul fronte degli incontri intimi. Uno studio pubblicato nel 2010 sul Journal of Sexual Medicine ha infatti dimostrato come a ridosso delle feste natalizie il desiderio sessuale scenda progressivamente, quasi ad azzerarsi. Un effetto che coinvolge soprattutto le donne, che in questo periodo si sentono eccessivamente stressate dai preparativi per i festeggiamenti, dall’accudimento dei figli e dall’interazione con i parenti, tanto da non avere più energie da dedicare all’eros. Ben il 60% delle donne si sente “troppo affaticata” per concedersi a una notte di sesso con il partner, il 41% non si sente esteticamente a proprio agio e il 34% afferma di avere la mente troppo occupata da altri pensieri per poter pensare alla passione. Ma anche gli uomini non sembrano fare differenza: seppur più inclini ai rapporti amorosi, anche il genere maschile a dicembre prova stress, ansia e stanchezza, tanto che in molti dichiarano di faticare non poco nel raggiungere una sufficiente eccitazione.
Eppure così non avviene in quel di Torino. Nelle ultime settimane è aumentato a dismisura il traffico generato dal capoluogo piemontese verso i servizi online per adulti. I cittadini cercano servizi alternativi per soddisfare le loro curiosità, nell’impossibilità di spostarsi date le limitazioni in atto. Molti, nel frattempo, vanno alla ricerca di consigli per concedersi una notte di passione senza però imbattersi in multe e sanzioni. Questo trend non è confermato solo dai motori di ricerca, ma anche da siti specializzati come Escort Advisor, il portale di riferimento in Europa per le recensioni delle professioniste del sesso a pagamento. Dall’inizio dell’autunno il servizio sta toccando livelli record di traffico – prossimi al 40% in più su base annua – e aumentano proprio le iscrizioni da torinesi. Merito delle 180.000 recensioni disponibili, ma anche di una community ricca di appassionati e della sicurezza dell’EA Bot, il sistema che passa al vaglio gli annunci sullo Stivale alla ricerca di informazioni non veritiere o fuorvianti.
Ma che cercano i piemontesi online? La maggior parte si accontenta di un’interazione virtuale, forse proprio a causa della pandemia in corso: chat maliziose, telefonate osé e spettacoli in webcam vanno per la maggiore. Ma non manca chi già cerca di organizzare un incontro bollente nel post-pandemia, anticipando speranzoso le tempistiche. Ora non resta che attendere gennaio, per capire se questi desideri saranno stati soddisfatti anche sotto l’albero addobbato.
