Spagna, due stragi ferroviarie e Sánchez sotto pressione: il voto del 29 novembre diventa un referendum sulla sicurezza

La Spagna si avvicina alle elezioni politiche del 29 novembre con una tragedia che rischia di cambiare profondamente il clima della campagna elettorale. Due gravissimi incidenti ferroviari in meno di un anno, decine di vittime e interrogativi sulla sicurezza dell’alta velocità hanno riportato al centro del confronto pubblico le responsabilità del governo guidato da Pedro Sánchez.

L’ultimo dramma si è consumato il 28 ottobre a Urda, nella provincia di Toledo, dove due treni, uno della compagnia Renfe e uno di Iryo, sono entrati in collisione sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Il bilancio ufficiale riportato dalle autorità è di 69 morti e circa 50 persone ricoverate. Una tragedia che arriva appena nove mesi dopo il disastro ferroviario di Adamuz, in Andalusia, nel gennaio scorso, costato la vita a 46 persone.

Due incidenti distinti, le cui cause dovranno essere accertate dalle rispettive indagini, ma che insieme stanno alimentando una crescente preoccupazione sulla tenuta del sistema ferroviario spagnolo, a lungo considerato uno dei fiori all’occhiello delle infrastrutture del Paese.

La sicurezza diventa un problema politico

Il presidente del governo ha promesso un’indagine completa e ha assicurato che eventuali negligenze e carenze nei sistemi di sicurezza saranno affrontate con la massima fermezza. Sánchez ha anche riconosciuto che due tragedie di questa portata nell’arco dello stesso anno rappresentano una situazione inaccettabile per la Spagna.

Ma le rassicurazioni istituzionali non hanno fermato le polemiche.

Il ministro dei Trasporti Óscar Puente è finito sotto pressione per la gestione dell’emergenza e per le prime ricostruzioni sulle cause dell’incidente. Le informazioni diffuse nelle ore successive al disastro hanno indicato un possibile malfunzionamento dei sistemi di comunicazione e sicurezza e una successiva autorizzazione alla ripartenza del convoglio Renfe nonostante la presenza di un altro treno fermo sulla linea.

La dinamica è ancora oggetto di accertamento. Proprio per questo, le responsabilità individuali e quelle eventualmente riconducibili all’organizzazione del sistema ferroviario non possono essere considerate già definite.

Il Partito Popolare di Alberto Núñez Feijóo chiede spiegazioni e responsabilità politiche, mentre anche all’interno dell’area che sostiene il governo sono emerse richieste di maggiore chiarezza. La posizione di Puente è diventata uno dei punti più delicati per la Moncloa.

Sánchez arriva al voto con una nuova emergenza

Il problema per il PSOE è soprattutto il momento in cui questa vicenda si è verificata. La tragedia di Urda ha interrotto la normale attività della campagna elettorale, costringendo i partiti a sospendere o modificare gli appuntamenti pubblici durante i giorni di lutto nazionale.

Ma il confronto politico è inevitabilmente ripreso attorno a una domanda: chi garantisce la sicurezza dei cittadini quando utilizzano uno dei principali servizi pubblici del Paese?

Le rilevazioni elettorali precedenti all’incidente descrivevano già un quadro complicato per i socialisti. I sondaggi di Sigma Dos e SocioMétrica pubblicati il 26 ottobre attribuivano al Partido Popular un vantaggio sul PSOE, con Vox in una posizione di forza. Il barometro del CIS, invece, restituiva un quadro molto più favorevole ai socialisti. Una divergenza che dimostra quanto sia difficile fotografare con certezza gli orientamenti dell’elettorato spagnolo.

Dopo la tragedia sono arrivati ulteriori segnali di difficoltà per il PSOE. Alcune rilevazioni pubblicate tra il 1° e il 2 novembre indicano un arretramento socialista e una maggiore pressione sul governo. Si tratta di dati ancora troppo ravvicinati all’incidente per stabilire quanto il cambiamento sia duraturo, ma sufficienti a rendere la questione ferroviaria uno dei temi centrali della competizione elettorale.

Il 29 novembre il giudizio degli elettori

La sfida di Sánchez non riguarda soltanto la capacità di difendere l’operato del proprio governo. Riguarda anche la possibilità di ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei servizi pubblici.

Il governo dovrà dimostrare che le indagini saranno indipendenti, che le eventuali responsabilità saranno accertate e che verranno adottate misure concrete per evitare il ripetersi di simili tragedie.

Per Feijóo e per le opposizioni, invece, la questione rappresenta l’occasione per chiedere conto all’esecutivo della gestione delle infrastrutture e della sicurezza ferroviaria.

Il rischio per Sánchez è che la campagna elettorale venga progressivamente dominata non dalle promesse sul futuro, ma dal bilancio delle responsabilità del presente.

Il 29 novembre gli spagnoli saranno chiamati a scegliere il nuovo Parlamento. Non è possibile stabilire oggi quanto le due tragedie ferroviarie peseranno sul risultato, né attribuire automaticamente al governo responsabilità che le indagini devono ancora chiarire. Ma una cosa è già evidente: la sicurezza dei trasporti è diventata una questione politica nazionale e il governo non potrà sottrarsi al confronto.

Per Pedro Sánchez, il voto si carica così di un significato ulteriore: oltre al giudizio sull’azione dell’esecutivo, potrebbe diventare anche un passaggio decisivo per misurare la fiducia degli spagnoli nella capacità dello Stato di garantire servizi essenziali sicuri ed efficienti.