Marine Le Pen denuncia la crisi in Polonia: «A rischio lo Stato di diritto nell’Ue»

Marine Le Pen lancia un duro monito sulla situazione istituzionale in Polonia e punta il dito contro quello che definisce un progressivo indebolimento dello Stato di diritto all’interno dell’Unione Europea.

In un intervento pubblicato sui propri canali social, la leader francese ha espresso «profonde preoccupazioni» per gli eventi in corso intorno al Tribunale costituzionale polacco, soffermandosi in particolare sulla contestata sospensione del presidente dell’organismo e sulla presenza delle forze di sicurezza nei pressi dell’istituzione.

Secondo Le Pen, questi sviluppi rischiano di configurare un’acquisizione forzata di un’istituzione costituzionale, mettendo in discussione gli equilibri democratici del Paese.

La critica della politica francese si estende anche a Bruxelles e al mondo dell’informazione. Le Pen contesta infatti quella che considera l’indifferenza dell’Unione Europea e il silenzio dei media davanti alla crisi polacca.

«Non si può affermare di difendere la democrazia e lo Stato di diritto e rimanere in silenzio quando l’equilibrio costituzionale di uno Stato membro è seriamente minacciato», sostiene.

Nel suo intervento, la leader francese aggiunge che il ripristino dello Stato di diritto non può avvenire dando l’impressione di disconoscere le stesse regole che lo garantiscono.

La conclusione è un attacco politico particolarmente netto: Le Pen avverte che la moltiplicazione di quelli che definisce «colpi di Stato all’interno dell’Unione Europea» rischia di compromettere ulteriormente la credibilità delle istituzioni comunitarie.

Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito europeo il tema della coerenza nella difesa della democrazia e del rispetto degli equilibri costituzionali tra gli Stati membri.