Viaggio nella parola “Demos”

3 consigli per studiare efficacemente all'Università Popolare di Milano 

“….. le parole non sono mai state neutre.

E non soltanto perché, al di là della loro

accezione letterale, si portano dietro tanti

altri significati secondare, nascosti, omessi,

soggettivi, emotivi e culturali.

Ma possono essere manipolate,

strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. “

Vincenzo Calafiore

Si usano per formulare domande che rivolgiamo al passato, come fanno coloro assetati di conoscenza, come pure gli storici, che ci permettono di creare e avere nel contempo un legame tra la storia e il mondo attuale e dare luce a entrambi gli estremi della nostra esistenza: ieri e oggi.

In questo caso la parola “ Demos “ !

Il termine dèmos, significa – popolo – , inteso come l’insieme dei cittadini che formano una comunità di una Polis.

Bisogna ricordarne oltre che il significato, anche di come sia stato abusato o fatto un uso improprio del termine “ Demos “.

Significava popolo ed era al centro del concetto di democrazia. Ma nel corso della storia e del dibattito politico e specialmente in questo contemporaneo è stato manipolato a compiacimento e cavalcato per scopi di potere.

Questo è potuto accadere principalmente nel momento in cui il popolo ha perso il suo potere, e non è stato più inteso come l’insieme universale dei cittadini, è stato frammentato e diviso per poterlo ben controllare…. oggi è tutto tranne che Demos.

Il problema è che tutti, ma proprio tutti di Demos senza sapere in alcuni casi cosa significhi questo termine, parlano in nome del Demos

pretendendo di rappresentare l’unica parte leggittima della società:

il popolo sovrano.

E’ una mera menzogna dato che non rappresentano nessuno se non loro stessi e il loro potere, i loro agi, la loro fortuna economica.

Oggi questo termine, diventato parola è soltanto un mezzo di propaganda, slogan di fazioni e di partiti, considerata – proprietà privata- da non poter essere usata liberamente, fuori dagli schemi e da pregiudizi nell’agone dello scontro ideologico, perché: “ … non conta l’etimologia quanto piuttosto l’uso che si è fatto di una determinata parola”.

L’equivoco più nocivo rispetto ai tentativi di comprendere la nozione di -democrazia – consiste nel non distinguere tra la pratica antica

( da cui scaturì la parola) e l’odierna realtà determinata dallo sviluppo del parlamentarismo.

Val la pena o meglio varebbe la pena conoscere e imparare a memoria

Il discorso di Pericle agli ateniesi (noto come l’Epitaffio di Pericle) è la celebre orazione funebre pronunciata da Pericle nel 430-431 a.C. per i soldati caduti durante il primo anno della guerra del Peloponneso, così come ci è stata tramandata dallo storico Tucidide

I Principi della Democrazia

  • Il governo della maggioranza: Il potere è nelle mani dei molti anziché dei pochi, ed è per questo che si chiama democrazia.
  • Uguaglianza e giustizia: Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle dispute private.
  • Meritocrazia: Le cariche pubbliche vengono assegnate in base al valore e al merito personale, non per privilegio di casta o classe sociale, e la povertà non costituisce un impedimento.

 

 

La Libertà e i Cittadini

Libertà quotidiana: La tolleranza e la libertà si estendono alla vita di tutti i giorni; non si guarda con sospetto il vicino se vive a modo suo.Senso civico: Il cittadino ateniese cura i propri affari privati senza trascurare quelli pubblici; l’uomo che non si interessa allo Stato non è considerato “innocuo”, ma del tutto inutile.

Partecipazione politica: Anche se pochi sono in grado di ideare una politica, tutti i cittadini di Atene sono capaci di giudicarla.

Atene come “Scuola dell’Ellade”

Apertura al mondo: La città è aperta agli stranieri e non si ricorre mai a espulsioni per paura.

 

Modello culturale: Pericle definisce Atene la “scuola della Grecia” (paideia dell’Ellade), capace di forgiare cittadini versatili, sicuri di sé e pronti ad affrontare ogni pericolo