Fade Away: dall’Ucraina a Roma, la delusione di una nuova vita

In Fade Away, Ramin Niami racconta una storia di speranza che, passo dopo passo, si trasforma in delusione. Al centro del film c’è Lara, interpretata da Anastasia Bay, una giovane aspirante poetessa ucraina che arriva in Italia lasciandosi alle spalle un Paese segnato dalla guerra e cercando in una nuova terra la possibilità di ricominciare.

Il trasferimento in Italia dovrebbe rappresentare una svolta. Roma appare inizialmente come la porta verso un’esistenza diversa, ma la fuga non coincide necessariamente con la salvezza. La speranza con cui Lara arriva nel nostro Paese entra progressivamente in collisione con una realtà sentimentale e personale molto più complessa di quella immaginata.

A cambiare il senso di questa promessa di rinascita è soprattutto il rapporto con Anthony, interpretato da Nicholas Porcelli. Quello che avrebbe potuto rappresentare un rifugio si trasforma progressivamente in una relazione caratterizzata dalla dipendenza e, successivamente, dall’ossessione. Lara si ritrova così ad affrontare una nuova forma di precarietà proprio nel luogo nel quale aveva cercato stabilità.

Anastasia Bay interpreta questo percorso senza ricorrere a spiegazioni eccessive. Lara è un personaggio silenzioso, quasi trattenuto, una donna nella quale sembra convivere continuamente qualcosa che non viene espresso. È proprio questa dimensione sospesa a rendere ancora più evidente il contrasto tra la speranza iniziale e la delusione che lentamente prende il suo posto.

Niami costruisce il film intorno a questo scarto. L’Italia non viene rappresentata semplicemente come il luogo della salvezza contrapposto all’Ucraina della guerra. Il passaggio da un Paese all’altro diventa invece il passaggio da una speranza a una nuova prova. La guerra rimane sullo sfondo, ma le conseguenze della fuga entrano profondamente nella dimensione privata dei personaggi.

Il viaggio di Lara dall’Ucraina all’Italia diventa così soprattutto una traiettoria emotiva. La protagonista non arriva soltanto per allontanarsi dalla guerra, ma anche per cercare una condizione di vita migliore. E la città di Narni, dove vive con Anthony, finisce per assumere una doppia dimensione: è contemporaneamente spazio di libertà e luogo di prigionia.

Quando Lara torna in Ucraina, la sua scelta non può essere ricondotta esclusivamente alla relazione con Anthony. Il ritorno nasce anche dalla consapevolezza di non aver trovato in Italia quella dimensione di vita che aveva immaginato.

Anthony, a sua volta, non viene rappresentato soltanto come l’uomo ossessionato da Lara. È anche colui che conserva un ricordo indelebile della relazione e della protagonista. Niami filma questa dimensione con un iPhone, attraverso immagini caratterizzate da una particolare immediatezza e da una vivida ferocia, senza però trasformare il personaggio in un semplice oggetto di giudizio.

È proprio questa assenza di giudizio netto a rendere Fade Away una storia più complessa di un semplice racconto di fuga, amore e disillusione. Il film mette in discussione l’idea che cambiare luogo significhi necessariamente cambiare vita e mostra come le ferite lasciate dalla guerra possano continuare a vivere anche lontano dal campo di battaglia.

Per Lara, l’Italia avrebbe dovuto essere l’inizio di una nuova esistenza. Diventa invece il luogo nel quale comprendere che fuggire da una realtà non significa automaticamente trovare quella che si desiderava.