Il Generale “di Mosca” e l’effetto boomerang: più lo attaccano, più Futuro Nazionale cresce
di Paolo Fedele *
Da mesi la stessa narrazione: il Generale Roberto Vannacci sarebbe l’uomo di Mosca in Italia. Un cavallo di Troia. Un addetto militare rimasto troppo a lungo al Cremlino.
E più questa narrazione viene spinta, più il suo movimento cresce.
1. L’accusa: “Guidato dai russi”
Tutto parte dal suo incarico a Mosca. Vannacci è stato Addetto Militare presso l’Ambasciata d’Italia da febbraio 2021 a maggio 2022, espulso poi nella rappresaglia dopo le espulsioni decise da Roma.
L’ex ambasciatore italiano in Russia, Giorgio Starace, in un’intervista ha parlato proprio di quel periodo, e dei mesi in cui Vannacci era sotto di lui. Da lì, la stampa internazionale ha costruito il frame: in un lungo articolo, il Financial Times lo ha definito ‘cavallo di Troia’ della Russia.
A cui si è aggiunta l’inchiesta mediatica sui rimborsi di quel periodo: nel febbraio 2024 la Procura Militare lo indaga per peculato e truffa per rimborsi e indennità ricevuti durante il periodo come addetto militare in Russia.
Il copione è classico: ombra russa + ombra economica = inaffidabile.
2. La smentita che nessuno ha titolato
Solo che la seconda parte della storia è stata raccontata a bassa voce.
Il 26 luglio 2024 lo Stato Maggiore della Difesa ha certificato che Vannacci è stato prosciolto dalle accuse di peculato e truffa per i fatti di Mosca. Prosciolto perché il fatto non sussiste. Scagionato dall’accusa di uso improprio di auto e fondi.
In altre parole: l’inchiesta che doveva dimostrare che il Generale era ricattabile, guidato, compromesso, si è chiusa con un nulla di fatto. Ma il dubbio, quello sì, è rimasto in circolazione. Ed è esattamente quel dubbio che sta facendo da carburante.
3. Perché il dubbio lo rafforza
Qui entra il meccanismo che in tanti sottovalutano.
Ogni volta che un giornale titola “l’uomo di Mosca”, una fetta di elettorato non legge “pericolo”, legge “lo attaccano perché dice cose che gli altri non hanno il coraggio di dire”. È l’effetto martire, già visto con il libro Il Mondo al Contrario.
L’accusa di essere “guidato dai russi” cozza frontalmente con il vissuto del Generale: paracadutista della Folgore, missioni in Somalia, Ruanda, Yemen, Iraq. Per il suo elettore, è difficile credere che un uomo con quel curriculum prenda ordini da Mosca. Quindi l’accusa viene percepita come costruzione politica.
E il risultato è misurabile.
4. I numeri: Futuro Nazionale vola
I sondaggi di queste settimane fotografano una crescita continua e costante.
Tutti i principali istituti registrano lo stesso trend: Futuro Nazionale è partito da percentuali basse a inizio anno e ha continuato a salire mese dopo mese, fino ad attestarsi stabilmente tra le prime forze del centrodestra e del Paese.
Un cammino che a inizio estate ha portato anche al sorpasso simbolico sulla Lega, certificando che non è più un partito-testimonianza. È diventato l’incubatore di quello che tu chiami “orgoglio nazionale” di chi si sente preso in giro dal racconto mainstream.
Continuare a dipingerlo come burattino di Putin non lo indebolisce.
Lo legittima come unico antisistema credibile in un centrodestra che per molti elettori si è normalizzato. Ogni dubbio artificiale produce un voto reale.
* Riceviamo e pubblichiamo
