Case ATER in vendita in provincia di Gorizia: 15 alloggi tra Grado, Monfalcone e altri 3 Comuni, operazione da 1,09 milioni
Riparte il piano di vendita degli alloggi sfitti dell’edilizia residenziale pubblica: immobili da 35.400 a 133.200 euro. Visite gratuite dal 22 settembre e domande entro il 30 ottobre
Quindici alloggi sfitti di proprietà di ATER Gorizia tornano sul mercato attraverso un’operazione complessiva da 1.092.900 euro. Gli immobili sono distribuiti tra Grado, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Staranzano e San Canzian d’Isonzo, cinque Comuni del territorio isontino nei quali l’Azienda ha individuato unità immobiliari non più strategiche per il proprio patrimonio.
L’operazione rappresenta la ripartenza di uno strumento che non veniva utilizzato da alcuni anni e si inserisce in un tema che va ben oltre la dimensione locale: la gestione, la valorizzazione e la razionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. L’obiettivo è infatti concentrare le risorse dell’edilizia residenziale pubblica sugli immobili e sugli edifici nei quali l’intervento dell’ente può produrre il maggiore beneficio per le famiglie.
Il nuovo Piano di Vendita 1/2026 — alloggi sfitti è stato predisposto dagli uffici di ATER Gorizia e approvato dal Consiglio di amministrazione con la delibera numero 11 dell’8 luglio 2026, sulla base del regolamento per la cessione in proprietà degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, adottato in attuazione del D.P.Reg. 26 ottobre 2016 numero 0208/Pres.
«Tengo a ringraziare gli uffici per il lavoro svolto negli ultimi mesi: dietro a questo piano di vendita c’è un aggiornamento del regolamento frutto di un lavoro particolarmente accurato», sottolinea la direttrice di ATER Gorizia, Raffaella Delai. «Sono stati rivisti sia l’iter interno che le procedure di compravendita vere e proprie, in modo da ridurre i tempi tanto per l’Azienda quanto per chi acquista. È un lavoro tecnico poco visibile, ma che ha reso possibile questa operazione».
La strategia: concentrare le risorse dove l’ATER può intervenire di più
La scelta degli immobili da mettere in vendita non è casuale. Gli alloggi inseriti nel piano si trovano infatti in condomini a proprietà mista, nei quali ATER dispone di una quota minoritaria. In diversi casi l’Azienda possiede ormai gli ultimi appartamenti dello stabile.
Si tratta quindi di situazioni nelle quali il patrimonio pubblico ha perso una parte della propria valenza strategica. La presenza minoritaria all’interno di un condominio limita infatti la capacità dell’ente di programmare interventi complessivi sull’edificio e rende più complesso utilizzare alcuni strumenti di finanziamento destinati all’edilizia residenziale pubblica.
Tra questi rientra anche il programma RePowerEU da 33 milioni di euro, attraverso il quale ATER Gorizia ha avviato interventi su 26 immobili della provincia. Le condizioni previste per l’accesso ai finanziamenti rendono però questi strumenti non utilizzabili sugli edifici a proprietà mista inseriti nel piano di vendita.
La conseguenza è una scelta di politica patrimoniale: dismettere immobili nei quali l’intervento pubblico avrebbe margini più ridotti e destinare maggiori risorse agli edifici nei quali ATER mantiene una posizione proprietaria più significativa.
È una questione che interessa da vicino molte realtà dell’edilizia pubblica italiana, chiamate a confrontarsi con patrimoni immobiliari costruiti in epoche diverse, esigenze manutentive, vincoli finanziari e nuove necessità abitative.
Dal patrimonio immobilizzato a nuove opportunità sul mercato
La vendita assume inoltre una dimensione economica importante per il territorio. Gli appartamenti oggi sfitti rappresentano infatti un patrimonio immobiliare che, attraverso la cessione, può tornare a essere utilizzato da privati.
«Voglio essere chiaro su un punto: i piani di vendita non servono a liberarsi degli alloggi sfitti, servono a mettere ordine nel patrimonio dell’Azienda», spiega il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon.
Secondo Sergon, gli immobili interessati sono caratterizzati da una presenza ormai residuale di ATER e da vincoli legati alla natura dei condomini misti. La vendita consente quindi di concentrare le risorse dell’Azienda dove l’intervento pubblico può avere un impatto maggiore.
Ma c’è anche una seconda dimensione. «Nelle mani di un privato questi alloggi hanno un’utilità maggiore di quella che possono avere oggi», osserva il presidente, evidenziando come il nuovo proprietario possa intervenire sull’immobile secondo le proprie esigenze e i propri tempi.
Il passaggio dalla proprietà pubblica a quella privata diventa così anche uno strumento di valorizzazione di patrimonio immobiliare inutilizzato, con una ricaduta potenziale sul mercato locale della casa.
Da 35.400 a 133.200 euro: ecco dove sono gli alloggi
Il piano interessa complessivamente 15 unità immobiliari. Il valore più basso è quello dell’alloggio di San Canzian d’Isonzo, proposto a 35.400 euro, mentre il prezzo più elevato riguarda un appartamento di Via dell’Arte a Grado, valutato 133.200 euro.
A Grado sono in vendita due appartamenti: uno in Via Genova 3, al primo piano, di 55,17 metri quadrati commerciali, al prezzo di 115.300 euro, e uno in Via dell’Arte 36, al secondo piano, di 122,05 metri quadrati, a 133.200 euro.
A Monfalcone si concentra il numero maggiore di immobili. Sono disponibili un alloggio in Via della Sanità 20, di 84,55 metri quadrati, a 83.600 euro; uno in Via Muggia 1, di 68,99 metri quadrati con un cortile di 243 metri quadrati, a 39.900 euro; due appartamenti in Via Giulia 52, rispettivamente di 85,17 e 83,56 metri quadrati, a 87.500 e 86.900 euro; un’unità al piano terra di Via Giulia 54, di 77,33 metri quadrati, a 67.600 euro; e due unità in Via Tartini 2, entrambe indicate con una superficie commerciale di 86,07 metri quadrati e un prezzo di 61.100 euro ciascuna.
A Ronchi dei Legionari sono disponibili tre alloggi. In Via dei Granatieri 4 viene proposto un appartamento di 120,75 metri quadrati a 84.000 euro. In Via del Capitello 114 è disponibile un’unità al piano terra di 98,08 metri quadrati a 45.400 euro. In Piazzale don Giovanni Battista Falzari 15, infine, si trova un appartamento di 126,55 metri quadrati, al prezzo di 82.800 euro, per il quale viene ceduta la sola proprietà superficiaria.
A San Canzian d’Isonzo, in Via Giacomo Puccini 30, è disponibile un appartamento di 68,77 metri quadrati commerciali al prezzo di 35.400 euro.
A Staranzano, infine, il piano comprende un alloggio di 80,48 metri quadrati in Via Roma 5, proposto a 44.900 euro, e un appartamento di 69,27 metri quadrati in Via dell’Infanzia 1, al prezzo di 64.200 euro.
Visite gratuite dal 22 settembre
Per favorire la conoscenza degli immobili, ATER ha predisposto una documentazione dettagliata per ogni unità, comprendente relazione descrittiva, fotografie, planimetria catastale e posizione sulla mappa.
Le visite collettive sono gratuite e senza prenotazione. Il primo calendario prevede appuntamenti il 22, 24 e 29 settembre, mentre una seconda tornata è prevista il 6, 8 e 13 ottobre.
È inoltre possibile richiedere una visita riservata, compilando l’apposito modulo, con un costo di 40 euro più IVA per immobile.
Domande entro il 30 ottobre
La scadenza per presentare le domande di acquisto è fissata alle ore 12 del 30 ottobre 2026. La domanda deve essere compilata attraverso la modulistica predisposta dall’Azienda e accompagnata dalla documentazione richiesta. Può essere consegnata a mano, inviata tramite raccomandata oppure attraverso PEC.
È possibile presentare una domanda distinta per ogni alloggio di interesse e acquistare anche in comproprietà tra due o più persone.
In caso di più domande per lo stesso immobile, viene riconosciuta la precedenza a chi è già inserito nella graduatoria di edilizia sovvenzionata del Comune nel quale si trova l’alloggio. All’interno della stessa categoria, in caso di concorrenza, viene considerata l’offerta più alta.
Il meccanismo consente infatti di presentare anche un’offerta migliorativa rispetto al prezzo indicato nel piano, che sarà presa in considerazione esclusivamente qualora per lo stesso immobile arrivino più domande.
Cauzione del 3% e acquisto davanti al notaio
Dopo l’aggiudicazione, l’acquirente dovrà versare una cauzione pari al 3% del prezzo, che sarà successivamente scalata dall’importo finale. Sono inoltre previste 600 euro più IVA per le spese tecniche e di segreteria.
Il saldo dovrà essere effettuato in un’unica soluzione al momento del rogito notarile, davanti a un notaio scelto dall’acquirente.
Gli immobili saranno ceduti nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, comprese le eventuali pertinenze. Non è prevista alcuna provvigione di mediazione.
Un primo passo verso una nuova gestione del patrimonio
Il Piano di Vendita 1/2026 rappresenta dunque non soltanto una vendita di quindici appartamenti, ma un’operazione di riorganizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Da un lato ATER Gorizia punta a valorizzare immobili che non risultano più strategici per la propria attività; dall’altro mette sul mercato abitazioni che possono essere recuperate e utilizzate direttamente da nuovi proprietari.
Il valore complessivo di oltre 1,09 milioni di euro rende l’iniziativa significativa anche sotto il profilo economico locale, mentre il modello adottato riflette una questione più ampia che riguarda il patrimonio pubblico italiano: come rendere più efficiente la gestione degli immobili, evitando che unità non strategiche rimangano inutilizzate e concentrando gli investimenti sugli edifici nei quali l’intervento pubblico può produrre il maggiore beneficio sociale.
L’operazione non si fermerà inoltre a questo primo piano. ATER Gorizia prevede entro la fine dell’anno la pubblicazione di ulteriori programmi riguardanti alloggi locati, box e parcheggi, proseguendo così il percorso di revisione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare.
