Perugia. Vittorina Pannacci non ce l’ha fatta: il dramma sulla Salaria, morta a Torrette dopo lo schianto in moto
Non ce l’ha fatta Vittorina Pannacci. La speranza, rimasta appesa per ore a un filo, si è spenta all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. La 62enne perugina era rimasta gravemente ferita nella mattinata di domenica 23 agosto, mentre percorreva in moto la Salaria, nel territorio di Acquasanta Terme, diretta verso Ascoli Piceno. Un viaggio che doveva essere una normale giornata in sella alla moto si è trasformato in una tragedia.
Pannacci, residente a Casa del Diavolo, nel territorio comunale di Perugia, era in viaggio insieme al marito, che la seguiva a bordo di un’altra motocicletta. Intorno a mezzogiorno, all’altezza di Quintodecimo, qualcosa è andato storto. Per cause che dovranno essere chiarite dagli accertamenti, la donna ha perso il controllo della moto, finendo violentemente contro la parete rocciosa che costeggia la carreggiata.
Un impatto devastante.
Le conseguenze sono state immediatamente gravissime. Vittorina ha riportato una frattura al femore e soprattutto una gravissima lesione all’arteria femorale, una ferita che ha reso drammaticamente critica la situazione.
Eppure, nelle prime fasi dei soccorsi, la donna era ancora vigile.
Accanto a lei c’era il marito, che ha assistito a quei momenti drammatici e ha prestato le prime cure, insieme agli operatori della Croce Verde di Acquasanta Terme. Poco dopo sono arrivati gli operatori della Potes 118 di Ascoli, che hanno preso in carico la motociclista e hanno iniziato le procedure necessarie per stabilizzarla.
La gravità delle condizioni ha imposto una decisione immediata: attivare l’elisoccorso.
L’eliambulanza è atterrata a Cagnano. Ogni minuto era prezioso. Vittorina è stata stabilizzata e quindi trasferita d’urgenza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, uno dei principali centri di riferimento per l’emergenza nelle Marche.
La corsa contro il tempo, però, non è bastata.
Nonostante gli sforzi dei sanitari e le cure ricevute, le condizioni della donna sono progressivamente peggiorate nelle ore successive all’incidente. Nella serata di domenica è arrivata la notizia più dolorosa: Vittorina Pannacci è morta a Torrette.
Aveva 62 anni.
Sul luogo dell’incidente erano intervenuti anche i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza della motocicletta e della carreggiata, e i carabinieri, ai quali spetta ora il compito di ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. Saranno gli accertamenti a stabilire cosa abbia provocato la perdita di controllo della moto e perché il mezzo sia finito contro la parete rocciosa.
Resta, intanto, il dolore.
Un dolore che torna in Umbria, nella comunità in cui Vittorina viveva e lavorava. Pannacci era infatti operatrice socio-sanitaria in servizio presso il Poliambulatorio Europa di Perugia, una professionista conosciuta dai colleghi per il suo lavoro quotidiano e per il rapporto umano costruito negli anni con le persone che incontrava durante la sua attività.
La notizia della sua morte ha profondamente colpito l’ambiente della sanità umbra.
La direzione aziendale e il personale della Usl Umbria 1, insieme alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, alla Giunta regionale e alla direzione regionale Salute e Welfare, hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia.
Nel messaggio di vicinanza, l’azienda sanitaria ha ricordato non soltanto la professionalità di Vittorina, ma soprattutto la sua umanità e il suo contributo umano e professionale.
È forse proprio questo l’aspetto che rende ancora più dolorosa una morte arrivata così improvvisamente.
Fino a poche ore prima c’era una donna di 62 anni in viaggio sulla sua motocicletta, insieme al marito. Poi l’incidente, la corsa dei soccorritori, l’eliambulanza, il trasferimento a Torrette e infine quella speranza che lentamente si è spenta.
La tragedia si è consumata lungo una delle strade più conosciute e frequentate da motociclisti e automobilisti, la Salaria, nel tratto che attraversa il territorio di Acquasanta Terme. Un tratto caratterizzato da pareti rocciose e da un percorso che richiede particolare attenzione. Ma saranno gli accertamenti a chiarire ogni dettaglio dell’accaduto, senza lasciare spazio a ricostruzioni premature.
Per Vittorina, purtroppo, non c’è stato un ritorno a casa.
Non c’è stato il rientro a Casa del Diavolo, non c’è stato il racconto di quella giornata, non c’è stato il momento in cui togliersi il casco e lasciarsi alle spalle una brutta avventura.
È rimasta una tragedia.
E insieme alla tragedia rimane il ricordo di una donna che lavorava nel mondo della sanità e che aveva scelto, ogni giorno, di dedicare il proprio tempo agli altri.
La Usl Umbria 1 ha voluto sottolineare proprio questo: la sua umanità, la sua professionalità e il suo prezioso contributo resteranno nel ricordo di chi ha avuto la possibilità di lavorare al suo fianco.
Ora il pensiero è rivolto alla famiglia e, soprattutto, al marito che domenica viaggiava dietro di lei. È stato lui a trovarsi davanti alla scena dell’incidente, è stato lui a prestarle le prime cure e ad attendere l’arrivo dei soccorsi. Una giornata iniziata insieme sulla strada si è trasformata in un dolore difficile anche soltanto da raccontare.
La morte di Vittorina Pannacci lascia così un vuoto nel mondo del lavoro, nella comunità umbra e soprattutto tra le persone che le erano più vicine.
La Salaria, domenica, è diventata il teatro di una tragedia. Una moto contro una parete rocciosa, pochi istanti che hanno cambiato tutto e una lunga corsa verso l’ospedale. Poi, nella serata, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
Vittorina Pannacci non ce l’ha fatta.
A 62 anni, una vita si è fermata su quella strada. E mentre le autorità continuano a ricostruire le cause dell’incidente, in Umbria resta il silenzio del lutto e il ricordo di una donna che, attraverso il suo lavoro nella sanità, aveva scelto di prendersi cura degli altri.
Oggi sono gli altri a stringersi attorno alla sua famiglia.
