Febbre da robot, Unitree conquista gli investitori: Ipo da record in Cina
La febbre per i robot umanoidi in Cina non accenna a diminuire e ora contagia anche la Borsa. Unitree, azienda di Hangzhou tra i protagonisti mondiali della robotica umanoide, si prepara infatti al debutto sul mercato azionario di Shanghai, destinato a diventare uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per gli investitori cinesi.
L’azienda ha fissato a 150,8 yuan per azione il prezzo della propria offerta pubblica iniziale. Le sottoscrizioni hanno già permesso di raccogliere 6,1 miliardi di yuan, circa 904 milioni di dollari, in un’operazione che renderà Unitree il primo produttore di robot umanoidi quotato nella Cina continentale.
A colpire è soprattutto la risposta degli investitori retail. La domanda per la quota loro riservata nell’Ipo è stata oltre 5.500 volte superiore all’offerta, un livello di entusiasmo che ha superato persino quello registrato il mese scorso per l’Ipo di Cxmt, produttore cinese di chip.
Unitree è ormai uno dei simboli della corsa cinese all’“embodied AI”, cioè l’intelligenza artificiale incorporata in dispositivi fisici capaci di interagire con l’ambiente. Un settore considerato strategico da Pechino e destinato a rappresentare uno dei nuovi terreni di competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti.
La società è diventata famosa anche grazie alle spettacolari esibizioni dei suoi robot umanoidi, protagonisti di performance di danza e persino di movimenti ispirati al kung fu durante il tradizionale spettacolo del Capodanno cinese. Ma dietro gli show c’è ormai un’industria in forte espansione.
Fondata dieci anni fa dall’ingegnere Wang Xingxing, Unitree è partita come una piccolissima start-up composta da una sola persona e si è trasformata in una delle realtà più importanti della robotica cinese. Nel 2025 il suo fatturato ha superato i 250 milioni di dollari, grazie anche a una strategia basata sulla produzione di robot sofisticati a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli di molti concorrenti stranieri.
A scommettere sulla società ci sono anche alcuni nomi di peso dell’economia e della tecnologia cinese. Tra gli investitori strategici figurano DeepSeek, diventata una delle realtà più note nel campo dell’intelligenza artificiale, oltre alle divisioni di investimento di China National Petroleum, China Southern Power Grid e China Telecom, insieme a una controllata di Tencent.
La corsa alla Borsa nasce anche dalla necessità di finanziare una tecnologia estremamente costosa. Lo sviluppo dei robot umanoidi richiede infatti enormi risorse: servono ingegneri specializzati, hardware, enormi quantità di dati per l’addestramento e modelli di intelligenza artificiale sempre più sofisticati.
La quotazione permette quindi a Unitree di raccogliere nuovo capitale per accelerare ricerca, sviluppo e produzione, proprio mentre la Cina cerca di conquistare una posizione dominante nel mercato globale della robotica.
Secondo Morgan Stanley, le aziende cinesi del settore rimangono ben posizionate per intercettare la crescente domanda internazionale. Le restrizioni statunitensi su alcuni dispositivi robotici avanzati di produzione estera potrebbero avere effetti limitati nel breve periodo sulle società cinesi, anche se la crescente tensione geopolitica potrebbe rendere più incerto lo sviluppo del comparto nel lungo termine.
Unitree, intanto, non è l’unica azienda cinese a guardare alla Borsa. Leju Robotics ha presentato a maggio una domanda di quotazione sul mercato ChiNext di Shenzhen, mentre AgiBot ha avviato a luglio i preparativi per un’Ipo a Hong Kong.
Il messaggio degli investitori cinesi sembra dunque molto chiaro: la robotica umanoide non viene più considerata soltanto una promessa tecnologica, ma uno dei grandi settori industriali del futuro. E Unitree, con il suo debutto a Shanghai, si prepara a trasformare quella che sembrava una semplice febbre da robot in una vera scommessa finanziaria.
