Il giornalista Samir Al Qaryouti rilancia l’appello per Suhaib Zahda: «Libertà per chi informa e difende i diritti»
L’appello promosso dal collega giornalista Samir Al Qaryouti richiama l’attenzione sul caso di Suhaib Zahda e riafferma il valore universale della libertà di stampa, del diritto di manifestare pacificamente e della pace.
Il collega giornalista Samir Al Qaryouti ha lanciato un appello pubblico per chiedere la liberazione del giornalista e difensore dei diritti dei lavoratori Suhaib Zahda, arrestato – secondo quanto riportato nel messaggio diffuso sui social – dopo aver organizzato una manifestazione di protesta contro l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. L’iniziativa sta raccogliendo attenzione e solidarietà tra giornalisti, attivisti e cittadini sensibili alla tutela dei diritti fondamentali.
Nel suo messaggio, Samir Al Qaryouti scrive:
«La polizia ha arrestato il giornalista e difensore dei diritti umani Suhaib Zahda per aver organizzato una manifestazione contro l’aumento dei prezzi delle merci. Richiediamo la sua liberazione.»
Parole semplici ma dal forte significato, che richiamano uno dei principi cardine di ogni società democratica: la tutela della libertà di informazione e del diritto di esprimere pacificamente il proprio pensiero.
La Prima Pagina accoglie e rilancia questo appello nello spirito che da sempre anima il giornalismo libero: difendere il diritto di cronaca significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati. La libertà di stampa non appartiene ai giornalisti soltanto, ma rappresenta un patrimonio di tutta la collettività.
In ogni parte del mondo, i cronisti devono poter raccontare i fatti senza timore di intimidazioni, arresti arbitrari o ritorsioni. Allo stesso modo, il diritto di riunione pacifica e di manifestazione costituisce una libertà riconosciuta dalle principali convenzioni internazionali sui diritti umani. Quando queste libertà vengono messe in discussione, l’attenzione della comunità internazionale diventa essenziale per garantire il rispetto dello Stato di diritto e delle garanzie fondamentali.
Il sostegno espresso da Samir Al Qaryouti assume quindi un significato che va oltre il singolo caso. È un richiamo alla responsabilità collettiva di difendere il giornalismo indipendente, la libertà di espressione e il dialogo come strumenti per affrontare le tensioni sociali, economiche e politiche.
La pace si costruisce anche attraverso l’informazione libera. Un giornalista che può svolgere il proprio lavoro senza pressioni contribuisce alla trasparenza, alla comprensione reciproca e alla ricerca di soluzioni fondate sul confronto anziché sulla violenza. Per questo motivo ogni appello che richiama al rispetto dei diritti fondamentali merita ascolto e attenzione.
La Prima Pagina esprime la propria solidarietà al collega Samir Al Qaryouti per l’impegno nel promuovere questa iniziativa e rinnova il proprio sostegno ai valori universali della pace, della libertà di stampa, della libertà di espressione e del rispetto dei diritti umani, auspicando che ogni vicenda venga affrontata nel pieno rispetto delle garanzie previste dal diritto internazionale e dei principi dello Stato di diritto.
