Scontri in Valle di Susa, assalto No Tav al cantiere di Chiomonte. Meloni: “Chi aggredisce le Forze dell’Ordine attacca lo Stato”
Momenti di alta tensione in Valle di Susa, nel Torinese, durante la marcia No Tav organizzata contro la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Nel corso della manifestazione, alcune centinaia di attivisti appartenenti all’area più radicale e antagonista del movimento hanno dato vita a una serie di azioni violente contro le forze dell’ordine schierate a protezione dei cantieri.
Secondo quanto ricostruito, il corteo era partito nel primo pomeriggio da Venaus, piccolo comune della Val Cenischia, con destinazione l’area dei cantieri di San Didero e Chiomonte. Gli organizzatori hanno parlato di una partecipazione di circa ventimila persone, mentre la tensione è salita quando una parte dei manifestanti ha cercato di avvicinarsi alle zone presidiate dalle forze di sicurezza.
Un gruppo di alcune centinaia di antagonisti, molti dei quali con il volto coperto, vestiti di nero e dotati di caschi e maschere antigas, ha iniziato a lanciare pietre e bombe carta contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni e idranti con l’obiettivo di disperdere gli aggressori e impedire l’avvicinamento al cantiere.
L’azione più violenta si è registrata nei pressi del cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, dove gli antagonisti hanno attaccato da più punti le barriere di protezione. Durante gli scontri sono state lanciate bombe carta e oggetti contro i reparti schierati. Un gruppo di circa cento persone travisate è stato bloccato dalla polizia tra due rivi, mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato nella zona di Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per evitare che raggiungesse il cantiere.
Nel corso degli attacchi sono state danneggiate alcune barriere new jersey e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati incendiati due mezzi dei carabinieri. Un appartenente alle forze dell’ordine sarebbe rimasto ferito durante le fasi degli scontri.
La situazione è rimasta critica per diverse ore. La concessionaria autostradale Sitaf ha disposto, per motivi di ordine pubblico, la chiusura temporanea dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Solo dopo circa un’ora le forze dell’ordine sono riuscite a respingere gli assalitori, che si sono poi ritirati verso le aree boschive circostanti. Alcuni manifestanti, secondo quanto riferito, avrebbero abbandonato caschi e indumenti scuri utilizzati durante gli attacchi per rendere più difficile l’identificazione.
Prima dell’inizio della manifestazione, le forze dell’ordine avevano già sequestrato alla stazione ferroviaria di Bardonecchia materiale ritenuto pericoloso, tra cui fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. Nei giorni precedenti il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva disposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. Il questore Massimo Gambino aveva inoltre emesso 14 provvedimenti tra Daspo urbani e fogli di via da Venaus.
Dopo gli scontri è arrivata la condanna del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte.
“Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato”, ha dichiarato la premier.
Meloni ha ricordato anche gli episodi avvenuti nei giorni scorsi a Bologna, sottolineando che “ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati”.
“A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”, ha concluso la presidente del Consiglio.
Sulla stessa linea il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che ha definito gli episodi “una guerriglia inaccettabile”.
“È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine”, ha dichiarato Tajani, esprimendo solidarietà a carabinieri, polizia, guardia di finanza e a tutti gli operatori impegnati negli scontri.
