Colombia, colpo di scena elettorale: de la Espriella verso la vittoria tra accuse e richieste di riconteggio
Con oltre il 99% dei seggi scrutinati, in Colombia si profila un risultato destinato a far discutere: Abelardo de la Espriella, candidato sostenuto dal presidente americano Donald Trump, sarebbe il nuovo presidente del Paese, anche se la proclamazione ufficiale non è ancora arrivata.
Secondo i dati preliminari non definitivi, de la Espriella avrebbe ottenuto il 49,67% dei consensi, superando di misura il senatore Iván Cepeda fermo al 48,69%. Un distacco minimo, praticamente un testa a testa che ha immediatamente acceso tensioni politiche e sospetti.
“Abbiamo battuto il voto forzato, l’acquisto di voti, i partiti tradizionali, la corruzione, i soliti noti e la guerriglia. Ha vinto la Colombia”, ha scritto il candidato sui social a caldo, rivendicando un successo definito storico dai suoi sostenitori.
Ma il risultato non è stato accettato dall’area progressista: Cepeda e il presidente uscente Gustavo Petro hanno chiesto ufficialmente il riconteggio, evocando possibili irregolarità e invitando alla prudenza in attesa dello scrutinio finale, ancora in corso da parte delle commissioni elettorali.
Dagli Stati Uniti è arrivato un segnale politico immediato. Trump ha commentato la vittoria con un “Ha vinto alla grande”, rilanciando un articolo che descriveva però una sfida ancora aperta e molto combattuta. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio si è congratulato telefonicamente con de la Espriella, parlando di futura cooperazione su sicurezza, immigrazione e rapporti economici.
In Colombia, però, il clima resta teso: tra accuse di brogli, richieste di verifica e una differenza di voti sottilissima, il Paese resta sospeso in attesa della proclamazione ufficiale del nuovo presidente.

