Medici di famiglia, via libera delle Regioni al nuovo contratto: fino a 6 ore a settimana nelle Case di Comunità

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Approvato l’atto di indirizzo che sblocca il rinnovo contrattuale. Obiettivo: garantire la piena operatività delle Case di Comunità entro le scadenze previste dal Pnrr.

Le Regioni hanno approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto dei medici di medicina generale, un passaggio considerato decisivo per garantire il rispetto degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in materia di assistenza territoriale. Il provvedimento arriva dopo lo stop al decreto di riforma promosso dal Ministero della Salute e punta a sbloccare una situazione che rischiava di rallentare l’apertura delle Case di Comunità prevista entro il prossimo 30 giugno.

Tra le principali novità contenute nell’atto di indirizzo figura l’obbligo per i medici di famiglia di svolgere attività all’interno delle Case di Comunità per un massimo di sei ore settimanali, distribuite su 48 settimane all’anno. Una misura che mira a rafforzare la presenza dei professionisti sanitari nelle nuove strutture territoriali, considerate uno dei pilastri della riforma dell’assistenza sanitaria prevista dal Pnrr.

L’intervento si aggiunge agli obblighi già previsti per i medici che operano con rapporto orario, chiamati a coprire, quando richiesto dalle Aziende sanitarie, turni notturni, festivi e del sabato. Saranno infatti le singole Aziende sanitarie locali a valutare il fabbisogno del territorio e a distribuire in maniera equilibrata le ore necessarie tra i professionisti, garantendo comunque la presenza minima di almeno un medico in ogni Casa di Comunità.

Secondo Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, la scelta rappresenta una soluzione equilibrata nata dal confronto con il Ministero della Salute. «Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero – ha dichiarato – proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target Pnrr della Missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti».

Alparone ha sottolineato come la decisione sia stata assunta con un forte senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, che attendono servizi sanitari più vicini ai territori e una maggiore accessibilità alle cure. L’approvazione dell’atto di indirizzo, ha aggiunto, crea le condizioni affinché la Sisac, la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, e le organizzazioni sindacali possano arrivare in tempi rapidi alla sottoscrizione di un accordo atteso da tempo.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire la piena operatività delle Case di Comunità, strutture destinate a diventare il punto di riferimento per l’assistenza sanitaria territoriale, alleggerendo al tempo stesso la pressione sugli ospedali e favorendo una presa in carico più efficace dei pazienti, soprattutto cronici e fragili.

Una volta definito il nuovo accordo, il confronto tra Regioni e rappresentanze dei medici si sposterà sul rinnovo complessivo del contratto della Medicina generale relativo al triennio 2025-2027. L’intenzione è quella di arrivare entro il 30 settembre 2026 a un nuovo atto di indirizzo generale che possa definire in modo organico il futuro della medicina territoriale italiana.

Con il via libera delle Regioni si apre dunque una fase decisiva per il rafforzamento dell’assistenza di prossimità. Una sfida che riguarda non soltanto l’organizzazione del lavoro dei medici di famiglia, ma anche la capacità del sistema sanitario di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e bisognosa di cure accessibili sul territorio.