Giustizia: non più rinviabile l’avvicendamento al Ministero

di Paolo Fedele *

Le vicende recenti rendono ormai evidente la necessità di un cambio alla guida del Ministero della Giustizia.

La gestione del caso relativo alla grazia concessa a Nicole Minetti ha sollevato dubbi profondi sull’affidabilità delle procedure e sulla tenuta dei meccanismi di controllo.
A ciò si aggiunge la netta bocciatura del referendum sulla giustizia promosso da Carlo Nordio: un passaggio politico che segna un fallimento chiaro e non eludibile.

Di fronte a questi elementi, non è più sufficiente una riflessione: è necessario aprire una nuova fase.

L’avvicendamento alla guida del Ministero rappresenta oggi una scelta di responsabilità istituzionale. In questa prospettiva, si possono individuare sin da subito profili autorevoli e competenti: dal viceministro Francesco Paolo Sisto, con consolidata esperienza giuridica e parlamentare, a figure di alto profilo presenti in Parlamento come Peppe De Cristofaro, fino a personalità del mondo accademico e costituzionale capaci di garantire indipendenza e credibilità.

Occorre una guida capace di ricostruire fiducia, ristabilire equilibrio nei rapporti istituzionali e affrontare con autorevolezza le riforme necessarie.

Il tempo delle attese è finito: serve un cambio deciso, nell’interesse della giustizia e del Paese.

* Riceviamo e pubblichiamo