Porto Santa Venere: la libertà negata nel romanzo storico di Alessandro Di Renzo
Calabria, I secolo a.C. – In un piccolo borgo calabrese, all’ombra della minaccia del dittatore Silla, la libertà diventa un bene fragile e prezioso. È in questo contesto che si muove Porto Santa Venere, protagonista del nuovo romanzo storico di Alessandro Di Renzo, in cui il vuoto diventa la migliore difesa e il tradimento l’unica fine possibile.
Sotto la guida enigmatica di Varg e con la determinazione di Iulia, gli abitanti imparano a rendersi inafferrabili: rispondono alle legioni romane con l’assenza, cancellando tracce e trasformando il borgo in una “fortezza invisibile”. Ma la minaccia più pericolosa non viene dall’esterno.
La sorte di Porto Santa Venere viene decisa da dieci uomini: nove votano per la libertà, uno solo tradisce. Per quel singolo voto, il borgo perde l’autonomia, viene inglobato da Hipponium e trascinato verso una rovina inesorabile. Chi ha venduto il futuro della comunità resta un mistero: nessun volto, nessun nome, solo il peso di una scelta destinata a segnare la storia.
Il romanzo, intitolato “Porto Santa Venere: autonomia perduta”, porta il lettore in un viaggio tra logica, strategia e dramma di un’identità perduta, tra le tensioni della Repubblica Romana e riflessioni ancora attuali sulla libertà e la responsabilità individuale. Disponibile su Amazon.
