Tragedia a Porcari: Arti Kola, Jonida Kola, Hajdar e Xhesika morti per monossido di carbonio

Una tragedia familiare ha sconvolto la comunità di Porcari, in provincia di Lucca. Quattro persone hanno perso la vita a causa di una grave intossicazione da monossido di carbonio all’interno della loro abitazione in via Galgani, nella frazione di Rughi. Le vittime sono Arti Kola, 48 anni, operaio, la moglie Jonida Kola, 43 anni, casalinga, e i due figli Hajdar, 22 anni, elettricista, e Xhesika, 15 anni, studentessa.

Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, si tratta di un’intera famiglia. Una quinta persona, un parente stretto – il fratello del padre – è stata soccorsa ancora in vita e trasportata in codice rosso all’ospedale Cisanello di Pisa. Le sue condizioni restano gravi ma, secondo la Asl, non sarebbe in pericolo di vita.

L’allarme è scattato dopo le 20 di ieri sera, quando un familiare, non riuscendo a mettersi in contatto con i congiunti, ha deciso di chiedere aiuto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con diverse ambulanze, i vigili del fuoco e i carabinieri. Durante le operazioni di soccorso, anche tre militari dell’Arma sarebbero rimasti lievemente intossicati. In un primo momento era stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso, poi fatto rientrare dopo la constatazione del decesso delle quattro persone.

La casa, un terratetto ristrutturato di recente, è stata posta sotto sequestro. Dai primi sopralluoghi dei vigili del fuoco emerge l’ipotesi che il monossido di carbonio si sia sprigionato dalla caldaia situata al secondo piano dell’abitazione. Restano da chiarire l’orario esatto del decesso e le cause tecniche che avrebbero provocato la dispersione del gas.

Profondo il cordoglio espresso dal sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari. «Siamo frastornati e addolorati – ha scritto sui social –. Una grande disgrazia ha colpito il nostro paese. La comunità si stringe attorno ai parenti e agli amici della famiglia Kola in un abbraccio ideale». Il primo cittadino ha ricordato anche un’altra tragedia simile avvenuta nel 1992, sottolineando lo shock collettivo provocato dall’accaduto.

Le indagini proseguono per accertare le responsabilità e verificare il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Un episodio che riaccende l’attenzione sul rischio, spesso silenzioso, legato al monossido di carbonio, che ogni anno in Italia provoca centinaia di vittime e migliaia di ricoveri.