Domani ricorrerà il ventiseiesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi

di Paolo Fedele *

Si può essere in disaccordo, muovere critiche, avere giudizi anche duri. Ma resta difficile negare un dato: il suo peso nella storia politica del Paese. Craxi è stato espressione di una classe dirigente capace di assumersi scelte nette, di immaginare una direzione e di sostenerla senza arretrare, anche quando le conseguenze erano pesanti.

Riformista autentico, ha trasformato il Partito Socialista, ha dato maggiore centralità all’Italia nel contesto internazionale e ha difeso con determinazione l’autonomia nazionale in momenti complessi e delicati.

In una fase storica in cui la politica sembra spesso incerta, condizionata, schiacciata dalla ricerca del consenso immediato, Craxi incarna — con luci e ombre — una leadership che decide e non rinvia, che si espone invece di nascondersi. Non una figura da idealizzare, ma un protagonista della nostra storia da analizzare con onestà e profondità.

Perché senza una memoria vigile e consapevole non esiste progresso. E senza una classe dirigente solida la democrazia perde spessore e credibilità.

La storia non si piega agli slogan:
trova il suo giudizio nel tempo.

* Riceviamo e pubblichiamo