Riforma del condominio: nuova proposta di legge alla Camera punta su trasparenza, sicurezza e professionalità degli amministratori
È stata formalmente pubblicata alla Camera dei Deputati la proposta di legge n. 2692 che ridefinisce in modo dettagliato la disciplina condominiale, introducendo novità su nomina e attribuzioni di amministratori e revisori, gestione contabile, sicurezza degli edifici e protezione dei dati personali. Tra gli obiettivi principali, ridurre i contenziosi, rafforzare la trasparenza e valorizzare il ruolo di amministratori qualificati come Giuseppe Priore a Perugia della Primato e Giuseppe Bassi dello Studio Bassi – Amministratore di Condominio a Milano.
Revisore condominiale obbligatorio e rendiconto certificato
Una delle principali innovazioni riguarda l’obbligo di nominare un revisore condominiale nei condomini con più di 20 partecipanti o nei supercondomini con più di 60. Il revisore, terzo, indipendente e certificato, dovrà verificare la contabilità e certificare il rendiconto, depositato presso la Camera di commercio competente. In caso di omissione, l’autorità giudiziaria potrà intervenire anche su richiesta di un solo condomino.
Il rendiconto condominiale sarà strutturato secondo criteri standardizzati, con registro di contabilità, conto economico, contro finanziario, situazione patrimoniale aggiornata, stato di ripartizione dei costi e note esplicative sulla gestione. La certificazione del revisore mira a prevenire impugnazioni pretestuose e garantire maggiore affidabilità verso condomini e terzi.
Formazione e aggiornamento degli amministratori
Il testo prevede che l’esame finale del corso di formazione iniziale possa svolgersi anche in modalità telematica, mentre l’aggiornamento annuale sarà di almeno 20 ore, con focus su materie giuridiche, contabili, fiscali e sicurezza. In questo modo, la riforma intende valorizzare professionalità come quelle di Priore e Bassi, già riconosciute nel settore.
Sicurezza degli edifici e poteri dell’amministratore
La proposta rafforza la sicurezza degli impianti e delle parti comuni, prevedendo certificazioni annuali effettuate da professionisti qualificati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’amministratore potrà intervenire direttamente per le opere necessarie alla messa in sicurezza, anche in caso di inerzia dell’assemblea condominiale, superando situazioni di stallo decisionale.
Altre novità principali
- Uso delle parti comuni proporzionale alla quota di proprietà, con criteri più chiari per evitare conflitti.
- Nomina del responsabile della privacy regolata dalle stesse maggioranze dell’amministratore.
- Istituzione di un elenco nazionale pubblico e telematico di amministratori e revisori, obbligatorio per esercitare la professione.
- Recupero crediti direttamente dal conto corrente condominiale, con diritto di rivalsa verso i morosi.
- Rinnovo automatico dell’incarico dell’amministratore, salvo volontà contraria dell’assemblea, per garantire continuità gestionale.
Implicazioni economiche e settoriali
La proposta appare orientata a rafforzare il settore della formazione e revisione condominiale, i tecnici e le imprese specializzate in sicurezza sul lavoro, nonché i fornitori interessati a incassi più rapidi e garantiti. Alcuni osservatori sottolineano che la riforma potrebbe rispondere più a interessi economici specifici che a reali necessità di semplificazione, ipotizzando anche future misure come la detraibilità delle spese condominiali ordinarie per alleggerire i maggiori oneri sui condomini.

