Dora Romano: “Quando l’umanità idolatra guerra, denaro e potere, l’arte rischia di perdere il suo senso”
Una riflessione intensa e amara sull’arte, sul ruolo dell’artista e sullo stato dell’umanità arriva dall’attrice Dora Romano, che in una dichiarazione pubblica ha espresso tutto il suo smarrimento di fronte a un mondo sempre più dominato dalla violenza, dall’avidità e dalla ricerca del potere.
«A volte, come adesso, mi chiedo che senso abbia una vita dedicata all’arte, alla ricerca della bellezza e del senso dell’essere voce e corpo di tanta diversa umanità», afferma l’attrice, ponendo una domanda che va oltre la dimensione personale e tocca il valore stesso della cultura nella società contemporanea. Secondo Romano, l’impegno artistico rischia di apparire fragile e marginale in un tempo in cui, osserva, “l’umanità stessa ricerca la guerra, ama la morte e idolatra il denaro e il potere”.
Parole che suonano come una denuncia lucida e disillusa, ma anche come un atto di accusa verso un clima culturale che sembra aver smarrito il senso della bellezza e della condivisione. Nella sua riflessione, l’attrice non risparmia uno sguardo critico anche sui rapporti umani, sottolineando come esista “gente che invece di ringraziare per ciò che ha, detesta la felicità dell’altro”, arrivando a rifiutare la serenità di chi riesce a trovare senso nella semplicità.
Il pensiero di Dora Romano si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’arte in tempi di crisi globale, segnati da conflitti, disuguaglianze e tensioni sociali. Una voce, la sua, che richiama il valore etico e civile del fare artistico, ma che al tempo stesso restituisce il peso di una profonda inquietudine: quella di chi continua a credere nella cultura come strumento di umanità, pur avvertendo il rischio che venga soffocata dall’indifferenza e dall’odio.
Una dichiarazione che invita a interrogarsi non solo sul destino dell’arte, ma sul senso stesso dell’essere comunità, in un mondo che troppo spesso sembra voltare le spalle alla bellezza e alla vita.
