Palawan, barca affonda durante un’escursione: nove turiste milanesi alla deriva per 45 minuti
Un’escursione in mare tra coralli e tartarughe si è trasformata in un incubo per nove turiste milanesi in vacanza nelle Filippine. La barca su cui viaggiavano è affondata improvvisamente al largo dell’isola di Palawan, lasciandole in balia delle onde per circa 45 minuti.
Quella che doveva essere una giornata di relax a Peña Plata ha rischiato di trasformarsi in tragedia. L’imbarcazione è colata a picco in pochi istanti e il capitano si è aggrappato all’unico tettuccio rimasto a galla. Le nove donne, rimaste senza alcun supporto, hanno potuto contare solo sul sangue freddo e sull’ingegno.
Indossati i giubbotti di salvataggio, le turiste hanno improvvisato legami di fortuna utilizzando corde, tavole di legno e salvagenti, cercando di restare unite e di non essere disperse dalla corrente. A rendere la situazione ancora più critica è stata l’assenza totale di dotazioni di emergenza a bordo: nessuna radio, nessun razzo di segnalazione, nessun dispositivo per chiedere aiuto.
La svolta è arrivata grazie a uno smartphone impermeabile, l’unico mezzo rimasto funzionante, con il quale sono riuscite a lanciare l’allarme a un compagno rimasto sulla terraferma. Dopo 45 lunghi minuti trascorsi tra paura e onde, una barca di soccorso inviata dal personale dell’albergo ha finalmente raggiunto il gruppo e tratto in salvo tutte le turiste.
Nonostante il lieto fine, resta l’amarezza per quanto accaduto. “Noi ci siamo dimostrate più intraprendenti del capitano, che era giovane e inesperto”, ha raccontato una delle donne. Le nove turiste rientreranno in Italia il 10 gennaio, ma hanno già presentato denuncia alla capitaneria di Port Barton, che ora dovrà accertare le gravi carenze di sicurezza dell’imbarcazione coinvolta.
