La domanda che divide: diritti umani o diritto internazionale? Il quesito di Tonino Fortuna apre il dibattito

La crisi venezuelana continua a interrogare l’opinione pubblica internazionale non solo sul piano geopolitico, ma anche su quello etico e giuridico. A sintetizzare il nodo centrale è una domanda provocatoria posta da Tonino Fortuna, responsabile del quotidiano Zoom24: “Viene prima la violazione dei diritti umani o quella del diritto internazionale?”

Un interrogativo che arriva in un momento di forte tensione, segnato dall’intervento statunitense in Venezuela e dalla cattura del presidente Nicolás Maduro, mentre Russia, Iran e Cina hanno espresso solidarietà al leader bolivariano. Uno scenario che rende sempre più difficile una lettura univoca degli eventi.

La riflessione di Fortuna mette in luce una contraddizione che attraversa molte crisi contemporanee: da un lato la necessità di tutelare i diritti umani, spesso evocata per giustificare azioni di forza; dall’altro il rispetto del diritto internazionale e della sovranità degli Stati, principi cardine dell’ordine globale. Due piani che non sempre coincidono e che, in contesti come quello venezuelano, finiscono per entrare in collisione.

“Se la Russia, l’Iran e la Cina solidarizzano con Maduro, io da che parte devo stare?”, si chiede Fortuna, dando voce a un disorientamento diffuso. Una domanda che non riguarda solo le alleanze internazionali, ma anche il rischio di una lettura semplificata e strumentale dei conflitti, dove le categorie di “bene” e “male” vengono adattate alle convenienze geopolitiche del momento.

Il punto centrale, sottolinea la riflessione, è che strumentalizzare è facile, mentre rispondere in modo coerente e onesto è molto più complesso. Ed è proprio in questa complessità che si gioca oggi la credibilità della comunità internazionale, chiamata a confrontarsi con crisi che non ammettono risposte automatiche né schieramenti precostituiti.