Riforma del condominio: pagamenti tracciabili, amministratori laureati e nuovo revisore contabile

Pagamenti esclusivamente tracciabili, requisiti più stringenti per gli amministratori e l’introduzione di nuove figure di controllo contabile: sono queste alcune delle novità principali della riforma del condominio, presentata, a tredici anni dall’entrata in vigore dell’attuale disciplina.

Il progetto di legge AC 2692, promosso dalla parlamentare Elisabetta Gardini insieme ad altri colleghi e sostenuto da Fratelli d’Italia, era stato anticipato dalla stampa a fine novembre. Tra le modifiche più rilevanti, vi è anche la possibilità per i creditori di rivalersi sull’intero condominio, e non più soltanto sui singoli proprietari inadempienti.

Amministratori più qualificati e obbligo di laurea

La riforma punta a rafforzare la professionalità degli amministratori di condominio. Viene introdotto l’obbligo di possedere un titolo di studio universitario e di seguire un percorso formativo specifico, con l’iscrizione ad un registro nazionale. L’obbligo di laurea riguarda anche gli amministratori “interni”, ossia quei condòmini che svolgono il ruolo senza esercitarlo come professione principale. Non sarà più sufficiente il diploma: servirà una laurea triennale in ambito economico, giuridico, scientifico o tecnologico.

Arriva il revisore contabile condominiale

Accanto all’amministratore, la riforma introduce anche la figura del revisore contabile condominiale, incaricato di verificare la correttezza della gestione finanziaria. La legge definirà requisiti, modalità di nomina e obbligo di iscrizione ad un registro nazionale.

Sia amministratori sia revisori dovranno essere iscritti presso un registro gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono previste sanzioni amministrative fino a oltre cinquemila euro per chi esercita senza i requisiti richiesti. Le regole sulla formazione continua vengono inoltre aggiornate, in modo da garantire competenze adeguate alle crescenti complessità della gestione condominiale.