Ministero della Difesa: confermato il diritto all’indennità di trasferimento per il personale militare al rientro dall’estero

Il Ministero della Difesa ha chiarito definitivamente che l’indennità di trasferimento al rientro da missioni estere spetta al personale militare quando il ritorno comporta l’assegnazione a una sede diversa rispetto a quella di provenienza. Lo stabilisce una nuova circolare della Direzione Generale per il Personale Militare, che mette fine a un lungo periodo di interpretazioni contrastanti e contenziosi.

L’incertezza era nata dopo l’abrogazione del comma 4 dell’articolo 1 della Legge 86/2001, che aveva sollevato dubbi sull’applicabilità dell’indennità al rientro dalla missione, generando numerosi ricorsi da parte dei militari interessati.

Secondo la circolare, confermata anche dall’Avvocatura Generale dello Stato:

  • L’indennità spetta quando il militare, al termine del servizio all’estero, viene destinato d’autorità a una sede in un Comune diverso da quello di provenienza o a una distanza superiore ai 10 km. In questi casi si configura una reale “soluzione di continuità” con l’incarico precedente, che dà diritto al beneficio economico.
  • L’indennità non spetta solo se il rientro avviene nella stessa sede o nello stesso Comune, senza variazioni sostanziali della sede di servizio.

Il Ministero invita quindi tutti gli enti della Difesa a uniformarsi a questa interpretazione prevalente e consolidata, riconoscendo l’indennità anche nei procedimenti in corso, per tutelare il personale e evitare ulteriori soccombenze in giudizio.

L’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina – ha accolto con favore la circolare, auspicando l’emanazione di istruzioni amministrative dettagliate per garantire la corresponsione dell’indennità sia a chi le era stata negata sia a chi non l’aveva richiesta per incertezza normativa.

Con questo provvedimento, la Difesa pone dunque fine a un lungo periodo di dubbi, confermando il diritto dei militari a ricevere l’indennità di trasferimento al rientro da missioni estere in caso di variazione di sede.