L’oro arretra sui mercati internazionali dopo la tregua commerciale tra Usa e Cina

I prezzi dell’oro registrano un brusco calo sui mercati internazionali, in seguito alla distensione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. La prospettiva di un accordo tra le due principali potenze economiche mondiali sembra infatti ridurre i rischi di instabilità finanziaria e geopolitica che negli ultimi mesi avevano spinto gli investitori verso il bene rifugio per eccellenza.

Il prezzo spot del metallo prezioso è sceso sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia, attestandosi a 3.994 dollari con una flessione del 2,9%. Un segnale che gli operatori dei mercati interpretano come una parziale normalizzazione del contesto economico globale.

Secondo gli analisti, il rallentamento delle quotazioni è legato alla maggiore propensione al rischio degli investitori, che tornano a privilegiare titoli azionari e strumenti finanziari più redditizi, approfittando dell’allentamento delle tensioni tra Washington e Pechino.

Resta tuttavia alta l’attenzione sul fronte geopolitico: eventuali nuovi attriti o ritardi nell’attuazione degli accordi potrebbero invertire rapidamente la tendenza, riportando gli investimenti verso l’oro e gli altri asset rifugio.

L’andamento delle prossime settimane dipenderà dunque dall’evoluzione delle relazioni tra le due superpotenze e dalle decisioni di politica monetaria che seguiranno questa fase di tregua commerciale.