Rottamazione quinquies, nuova stretta: rate più brevi e esclusi tributi locali e multe

Matteo Salvini ph dal profilo ufficiale facebook

La rottamazione quinquies, la misura di pace fiscale che consente ai contribuenti di regolarizzare i debiti con il Fisco, cambia volto nella prossima Legge di Bilancio 2026. Le ultime anticipazioni delineano un provvedimento più selettivo e a breve termine rispetto alle edizioni precedenti.

La novità principale riguarda la durata dei piani di pagamento: non più dieci anni, ma otto o nove anni, con un massimo rispettivamente di 96 o 108 rate. L’obiettivo del Governo è accelerare gli incassi e ridurre l’impatto sui conti pubblici, evitando che la rottamazione si trasformi in un semplice rinvio dei debiti.

Viene inoltre introdotta una rata minima di 50 euro: i piccoli debiti dovranno essere saldati in tempi più brevi, mentre solo i contribuenti con debiti più consistenti potranno dilazionare il pagamento. Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, oltre la metà dei debiti iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2024 è inferiore a 1.000 euro, mentre solo il 7% potrebbe beneficiare di un piano lungo.

Rimangono esclusi dalla sanatoria multe, tributi locali e imposte comunali o regionali, che non contribuiscono alla cassa dello Stato e sono spesso gestiti da società specializzate in crediti deteriorati. Restano inoltre fuori i “recidivi”, ossia coloro che avevano già usufruito delle precedenti sanatorie senza rispettare i piani di pagamento.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione adotterà controlli più stringenti, verificando lo storico dei versamenti e l’effettiva regolarità dei contribuenti. La nuova rottamazione quinquies si presenta così come un patto di affidabilità tra cittadini e Stato, volto a premiare chi paga regolarmente e a chiudere definitivamente la stagione dei “furbetti” della pace fiscale.