La “Pegasus” approda a Perugia: da Udine all’Umbria il viaggio del sogno e della memoria

La “Pegasus” ha compiuto un nuovo approdo, giungendo a Perugia. Dopo aver viaggiato da Udine, la piccola imbarcazione simbolica ideata dall’artista e scrittore Vincenzo Calafiore è stata inviata ad Antonio Nesci, che l’ha accolta come segno di amicizia, di cultura e di condivisione di un sogno che continua a navigare nel tempo e nello spazio.

La “Pegasus”, definita dallo stesso Calafiore “nave ammiraglia, astronave di prima classe a remi”, non è soltanto un manufatto di legno: è un messaggio, un frammento di poesia, un richiamo all’ideale dantesco di non vivere “come bruti”, ma di tendere sempre alla conoscenza e alla bellezza. Nelle parole del suo creatore, non è un semplice oggetto, ma una compagna di viaggio che ha solcato i mari della memoria e dell’immaginazione, trovando spazio persino presso università di prestigio a Pechino, Mosca e San Pietroburgo.

Con il dono, Vincenzo Calafiore ha voluto inviare anche un pensiero augurale ad Antonio Nesci: «Sono felice che la PEGASUS abbia ammarato nella tua casa, porterà la fortuna che meriti tantissimo».

L’arrivo a Perugia arricchisce il percorso di questa nave simbolica, che continua a diffondersi come testimonianza di valori universali: dignità, speranza, ricerca. “Accolgo con gratitudine e amicizia questo dono – afferma Antonio Nesci – perché la ‘Pegasus’ non è soltanto legno e forme, ma un invito a non smettere di sognare e a far parte di quella che Calafiore definisce la ‘forte razza dei sogni’”.

Un gesto che unisce città e persone, tra Friuli e Umbria, e che ribadisce come la cultura, quando viaggia, non conosce confini.

Grazie Vincenzo.