Perugia, sicurezza e degrado: il duro j’accuse di Augusto Rossi alla giunta Ferdinandi

Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico perugino. Augusto Rossi, team leader del gruppo Vannacci “Boncambi di Perugia”, ha lanciato un duro attacco all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi.

Secondo Rossi, “la giunta di sinistra sta lasciando una città di oltre 170mila abitanti allo sbando”. Nel mirino finiscono alcune scelte dell’attuale amministrazione: l’eliminazione del presidio di polizia a Fontivegge, la mancata istituzione di un assessorato dedicato alla sicurezza e la rinuncia all’utilizzo del taser per la polizia locale.

Il rappresentante del gruppo Vannacci sottolinea come, nonostante l’istituzione della zona rossa voluta dal prefetto, “in quartieri come Fontivegge, il centro storico, Ponte San Giovanni e diverse frazioni periferiche continui a imperare l’illegalità”.

A riaccendere la polemica è stato l’episodio avvenuto il 21 agosto, quando un commerciante del centro storico è rimasto ferito nel tentativo di sventare un furto. Rossi definisce “ridicolo” il comunicato con cui la sindaca Ferdinandi e il consigliere delegato Donato hanno espresso vicinanza e solidarietà alla vittima: “Parole di circostanza – sostiene – ma i fatti dove sono?”.

Per Rossi, la situazione non può essere liquidata come un problema di percezione: “Le famiglie costrette a blindarsi in casa, i genitori preoccupati per le figlie e i cittadini che hanno paura a uscire la sera dimostrano che siamo di fronte a una realtà drammatica”.

Al centro della sua analisi c’è anche il tema dell’immigrazione irregolare, indicata come una delle principali cause dell’aumento della criminalità: “Il Ministero dell’Interno – afferma – rileva un incremento oggettivo dei reati. Solo i radical chic di sinistra pensano che la sicurezza sia una questione di percezione”.

Rossi punta infine il dito contro quella che definisce “una sinistra sempre pronta a difendere chi delinque” e contro una “magistratura politicizzata e ostile verso chi cerca di far rispettare la legge”.