Inter dominante: Chivu debutta con un poker al Torino
La nuova era nerazzurra si apre con una prestazione convincente e idee tattiche rinnovate
Un rombo di Thu-La che risuona potente a San Siro, una risposta chiara e decisa a tutti i dubbi estivi. L’Inter di Cristian Chivu si presenta al campionato con una prestazione autoritaria che va oltre il semplice risultato, mostrando un’identità tattica rinnovata e una fame agonistica che sembrava essersi affievolita nei mesi finali della scorsa stagione. Il 4-0 rifilato al Torino rappresenta molto più di tre punti: è una dichiarazione d’intenti rivolta alle dirette concorrenti Napoli e Juventus, già vittoriose nei loro esordi, ma anche una risposta alle critiche per una rivoluzione considerata troppo soft, con l’arrivo di volti nuovi ma non di grandi nomi.
Il nuovo corso tra continuità e innovazione
Se il modello della nuova Inter è rappresentato dal tuttofare croato Sucic, unica faccia nuova dal primo minuto (in sostituzione dello squalificato Calhanoglu, con Barella adattato in regia), o dalla freddezza di Bonny, a segno dopo appena cinque minuti dal suo ingresso in campo, allora le prime luci dell’era Chivu brillano particolarmente intense. Il tecnico romeno, alla sua 14esima panchina in Serie A dopo la salvezza conquistata con il Parma, ha saputo in meno di un mese aprire le finestre della Pinetina, facendo entrare aria fresca con allenamenti intensi, sempre diretti personalmente, e nuove idee per ottimizzare un motore che Inzaghi aveva costruito e plasmato negli anni precedenti.
Nonostante un’estate complicata, caratterizzata prima dallo scontro tra Lautaro e Calhanoglu e poi dai cambi di obiettivi sul mercato (con sfumati Lookman e Koné), Chivu ha saputo creare rapidamente una sintonia con il gruppo, trasmettendo la propria visione tattica.
Lautaro e Thuram, coppia ritrovata
La rinascita nerazzurra passa inevitabilmente dalla coppia d’attacco. Capitan Lautaro, già in forma smagliante e visibilmente affamato, ha dato l’esempio non solo con la scivolata sul gol del 3-0 ma anche esultando per una semplice rimessa laterale, dimostrando un’intensità contagiosa che si è rapidamente trasmessa ai compagni. Accanto a lui, Marcus Thuram ha ritrovato il sorriso e la via del gol con una doppietta (un preciso diagonale e un colpo di testa), tornando a segnare in contemporanea con l’argentino, situazione che nella scorsa stagione si era verificata solo in due occasioni.
A completare il quadro, un Dimarco finalmente brillante sulla fascia sinistra e un Pavard che, nonostante le voci di mercato, è apparso perfettamente integrato nei meccanismi difensivi.
Novità tattiche e pressing alto
Il Torino, schierato con un 4-3-3 apparentemente attrezzato per reggere l’urto e ripartire in velocità, è stato rapidamente neutralizzato dal pressing alto dei nerazzurri. La spizzata di testa di Bastoni su corner di Barella ha sbloccato presto la partita ed esaltato il nuovo atteggiamento dell’Inter, caratterizzato da meno rotazioni frenetiche in attacco, costruzione dal basso più diretta e minori sortite offensive dei difensori centrali. Un approccio che ha permesso alla squadra di aggredire più avanti con continuità, mantenere maggiormente l’equilibrio e risparmiare energie preziose.
Le opzioni tattiche a disposizione di Chivu si sono arricchite ulteriormente nel finale, quando l’ultimo arrivato Diouf si è sistemato dietro Bonny (insieme a Zielinski) in un 3-4-2-1 che ha mostrato la versatilità del nuovo assetto nerazzurro.
Tifosi in festa, protesta ridimensionata
Lo spettacolo offerto in campo ha avuto effetti positivi anche sugli spalti. Buona parte della Curva Nord, che aveva proclamato lo sciopero del tifo contro la dirigenza al grido di “Volete uno stadio-teatro? Tenetevelo”, è rimasta fino alla fine del match, conquistata dalla prestazione della squadra. Una dimostrazione che quando il gioco convince, anche le tensioni più aspre possono attenuarsi.
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Mentre l’Inter festeggia un esordio trionfale, altre squadre hanno vissuto un debutto meno fortunato, come dimostra la sconfitta del Crotone nella prima di campionato contro il Benevento, un risultato che evidenzia come l’approccio alle prime giornate possa essere determinante per impostare il ritmo di un’intera stagione, indipendentemente dalla categoria.
