Calabria

Vibo Valentia. Con il suo ‘canotto’ ha preso il volo: l’ultimo saluto a Pino Altomonte, esempio di amore e forza familiare

di Giuseppe Sarlo *

A leggere bene tra le righe il manifesto d’addio c’è soltanto da incassare l’idea di un inedito e speciale ultimo saluto e riflettere sulla consapevolezza che se ne è andato dalla vita terrena un uomo forte, di grande carattere, di straordinaria valenza morale e di invidiabile legame familiare.

Lascia a dir poco commossi il contenuto del testamento biologico di Pino Altomonte, che spiega quanto è importante chiudere in bellezza la vita terrena, tra la più atroce sofferenza e la gioia dei nipotini, veri campioni dell’amore. Un testamento da dove trapela la sua grande serenità per aver lasciato una famiglia unita e di essere felice che il Signore abbia regalato a lui e alla moglie una splendida squadra di straordinari affetti. La notizia della scomparsa Pino Altomonte è stata data a tumulazione avvenuta e dopo l’avvenuta cremazione in rispetto alla sua volontà.

“Ed è proprio vero – come recita l’occhiello del manifesto – che Dio lo ha accolto nel suo infinito amore”. Pino Altomonte, Direttore del dipartimento Provveditorato ed Economato dell’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia, era l’erede di una tra le più note e distinte famiglie, quali gli Altomonte, D’Amato e D’Agostino. Si porta con se una bella pagina di storia di questa città che le ha viste tra le più serie protagoniste dello sviluppo della cultura, della politica, dell’ imprenditoria e dell’avvocatura.

Chi è stato Pino Altomonte per Vibo Valentia bisogna leggerlo in uno degli aspetti più invidiabili: l’amore per la formazione e la crescita della famiglia.

L’ inimitabile amore e dedizione per la moglie Iosella D’Agostino, per i figli Antonio, Rosa Maria con Raffaele e Alfredo, in un corale affetto ben rinsaldato con le sorelle Marisa e Patrizia. Un capitolo a parte in questo bel film della famiglia di Pino lo meritano gli adorati nipotini Giovanni, Gabriele, Benedetta e Maria Grazia che hanno costituito per lui la cura e l’amore ideale per combattere, fino a quando è stato possibile, la feroce aggressività della non buona salute, che non gli ha dato tregua. Per il figlio Alfredo, docente della Università Pontificia Salesiana di Roma, Dirigente psicologo all’ASP di Roma 3, scrittore e giornalista “Papà e Mamma hanno illuminato il nostro percorso di vita in maniera straordinaria, trasmettendoci la convinzione per credere ogni giorno di più nella nostra splendida unità familiare dove lui è sempre stato il più deciso punto di forza“.

Diventa, infine, impossibile rinunciare al più bel momento dell’omelia di ieri mattina, quello offerto dai quattro nipotini che leggono ai partecipanti il più che commovente messaggio d’addio a Nonno Pino.

“Caro nonno – ha detto Maria Grazia con accanto i cuginetti – mi manchi tantissimo ma spero che tu possa stare bene anche lassù. La cosa più bella che mi ricordo di te è che sei sempre stato simpatico con noi, non ci hai mai mostrato che stavi male. Mi ricordo che un giorno eravamo in acqua e giocavamo che il gonfiabile era il canotto, da lì ogni volta che venivo da te scherzavamo dicendo che venivo con il canotto. Un giorno mi hai detto che dovevi restare sul canotto invece di camminare e quel canotto era la tua carrozzina ma me lo avevi detto per non dimostrare che stavi poco bene. Purtroppo adesso a questo canotto sono spuntate le ali, tu ci sei salito e siete volati insieme. Io, Benedetta, Giovanni e Gabriele ti vogliamo un mondo di bene e siamo certi che dal Cielo farai il tifo per noi e per il club dei topolini che hai fondato per noi. Ti promettiamo che renderemo onore a questo club ora e sempre ricordandoci che il Presidente, tu, caro nonno Pino, saprai indicarci la strada da percorrere e ci amerai ricordandoci sempre le tue parole: “Topini miei, non vi preoccupate, c’è nonno Pino a proteggervi”. Tu sei e sarai sempre nel nostro cuore… Ora va’ con il tuo canotto in cielo… Gesù ti abbraccerà e noi da qui manterremo vivo il tuo ricordo. Ti amiamo nonno, oggi e sempre”.

Ciao caro Pino.

* Riprendiamo da facebook

Redazione

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