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Milano. Vannacci e la sfida dell’intelligenza artificiale

Da “slopaganda” a nuova frontiera della comunicazione politica: il caso del video generato con l’IA rilancia il dibattito sul futuro delle campagne elettorali

Il futuro della comunicazione politica passa anche dall’intelligenza artificiale. A dimostrarlo è il video “Milano 2050. Ecco come la vorrebbe la sinistra”, pubblicato sui canali di Roberto Vannacci e destinato a far discutere.

Le immagini, create attraverso strumenti di IA, mostrano uno scenario volutamente distopico: una Milano trasformata, secondo la narrazione del video, in una città segnata dal degrado, dalla perdita di sicurezza e da una crisi dell’identità culturale.

Le critiche non sono mancate. Alcuni osservatori hanno definito questo tipo di contenuti “slopaganda”, un termine utilizzato per indicare produzioni politiche realizzate con l’intelligenza artificiale, caratterizzate da immagini fortemente evocative e pensate per circolare rapidamente sui social.

Ma dal fronte vicino a Vannacci la lettura è completamente diversa: il video viene considerato uno strumento di comunicazione politica moderna, capace di utilizzare il linguaggio delle immagini per rappresentare timori e scenari che, secondo i suoi sostenitori, una parte dell’opinione pubblica percepisce già nella realtà quotidiana.

La nuova battaglia politica si gioca anche nell’immaginario

Il punto centrale dello scontro non è soltanto il contenuto del video, ma il modo in cui oggi la politica comunica.

Da una parte chi accusa l’utilizzo dell’IA di creare rappresentazioni estremizzate e di alimentare paure collettive. Dall’altra chi sostiene che ogni movimento politico abbia il diritto di utilizzare nuovi strumenti narrativi per raccontare la propria visione della società.

Per i sostenitori di Vannacci, il video non sarebbe una “falsa realtà”, ma una provocazione politica: un modo per porre domande sul futuro delle città, sull’immigrazione, sulla sicurezza e sul rapporto tra globalizzazione e identità nazionale.

L’IA entra definitivamente nella politica

Il caso Vannacci mostra una trasformazione ormai evidente: la politica non si comunica più soltanto attraverso manifesti, comizi e programmi, ma anche attraverso immagini generate digitalmente capaci di diventare virali in pochi minuti.

Una nuova frontiera che divide l’opinione pubblica: per alcuni è propaganda digitale, per altri è semplicemente l’evoluzione del linguaggio politico nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Il dibattito è appena iniziato.

Redazione

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