La Francia affronta un nuovo sabato di tensione sociale. Oggi, 31 ottobre, per il terzo fine settimana consecutivo, migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese per protestare contro il carovita, le difficoltà dei servizi pubblici, le condizioni del sistema scolastico e le politiche del governo.
La mobilitazione, denominata Atto III, coinvolge una platea sempre più ampia. Accanto agli studenti e ai sindacati si sono mobilitati lavoratori e gruppi legati al movimento dei Gilet gialli, intenzionati a trasformare le diverse rivendicazioni in una più ampia protesta sociale.
Il governo ha predisposto un dispositivo di sicurezza eccezionale. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato il dispiegamento di 70mila tra poliziotti e gendarmi su tutto il territorio nazionale, lo stesso contingente impiegato sabato 24 ottobre.
Nelle operazioni sono coinvolte anche unità specializzate come BRI, RAID e GIGN, oltre a droni, elicotteri, unità cinofile, reparti a cavallo e mezzi blindati Centaure della gendarmeria.
L’obiettivo dichiarato dalle autorità è garantire lo svolgimento delle manifestazioni autorizzate, proteggere cittadini, commercianti e residenti e prevenire nuovi episodi di violenza.
A rendere particolarmente delicata la giornata è la coincidenza con la notte di Halloween. Secondo il ministero dell’Interno, sui social network sono comparsi numerosi appelli a organizzare raduni serali, soprattutto dopo le 20, alcuni dei quali accompagnati da messaggi che incitano alla violenza, all’insurrezione e ai saccheggi.
Nuñez ha annunciato una linea di estrema fermezza. I raduni non autorizzati saranno vietati dalle prefetture e, qualora dovessero comunque svolgersi, le forze dell’ordine procederanno alla dispersione e agli eventuali arresti.
Il ministro ha inoltre disposto un rafforzamento dei controlli preventivi sulle principali vie di accesso alle città e nelle aree considerate maggiormente esposte a possibili disordini.
Sono circa 150 i cortei e i raduni censiti dalle autorità per questa giornata. Una mobilitazione che arriva dopo le manifestazioni del 17 e del 24 ottobre, caratterizzate da un andamento differente: la prima era stata segnata da episodi di violenza e saccheggi, mentre la seconda si era svolta complessivamente in un clima più contenuto.
Per il terzo appuntamento, le autorità hanno chiesto alle prefetture di autorizzare le manifestazioni soltanto in presenza di adeguate garanzie organizzative e di sicurezza, privilegiando le zone periferiche rispetto ai centri cittadini considerati più sensibili.
La protesta francese si conferma così un appuntamento di forte rilevanza politica e sociale. La questione del costo della vita si intreccia con il malcontento per i servizi pubblici e l’istruzione, mentre il governo deve gestire una mobilitazione che sta progressivamente coinvolgendo settori diversi della società.
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