Cronaca

Truffa a Veronica Peparini, il Generale Luigi Del Vecchio: «Le frodi informatiche possono colpire chiunque, nessuno abbassi la guardia»

La vicenda della truffa informatica denunciata da Veronica Peparini, che ha raccontato di aver ritrovato sul proprio conto corrente appena quattro euro, riaccende i riflettori sulla crescente diffusione delle frodi digitali e sulla necessità di rafforzare la prevenzione.

Sull’episodio interviene il Generale Luigi Del Vecchio, che sottolinea come quanto accaduto non rappresenti un caso isolato né un evento sorprendente, considerando la crescita esponenziale delle truffe informatiche.

«Le truffe informatiche sono ormai all’ordine del giorno e in costante aumento. Il cosiddetto dark web e, più in generale, i circuiti illegali che operano attraverso la rete rappresentano un terreno di conquista per le organizzazioni criminali», osserva Del Vecchio.

Il Generale richiama soprattutto l’attenzione sui comportamenti che ogni cittadino dovrebbe adottare per proteggersi. La prima regola è non comunicare mai telefonicamente dati personali, bancari o informazioni riservate a interlocutori che si presentano come operatori di istituti di credito o di altri servizi, anche quando dimostrano di conoscere dettagli apparentemente attendibili sulla vita della vittima.

«Non bisogna mai fornire telefonicamente i propri dati a nessuno pseudo operatore. Questo vale anche quando chi ci contatta sembra essere in possesso di informazioni vere o riservate che ci riguardano», avverte.

La vicenda di Veronica Peparini dimostra, secondo Del Vecchio, che nessuno può considerarsi al riparo da questo genere di raggiri. Le vittime non sono necessariamente persone anziane o particolarmente vulnerabili: le tecniche utilizzate dai truffatori possono ingannare anche cittadini esperti e consapevoli.

Il Generale riconosce inoltre il lavoro svolto dalle Forze dell’ordine, impegnate nel contrasto a fenomeni criminali sempre più sofisticati, anche attraverso l’impiego di nuove risorse tecnologiche e strumenti investigativi.

Accanto all’attività repressiva, tuttavia, resta fondamentale la prevenzione. Il cittadino deve imparare a riconoscere immediatamente i segnali di un possibile tentativo di frode, senza lasciarsi condizionare dall’apparente autorevolezza dell’interlocutore o dall’urgenza che viene prospettata durante una telefonata.

«È necessario che il cittadino diventi più scaltro e comprenda che anche attraverso una semplice telefonata può ritrovarsi rapidamente nel mondo, tutt’altro che onorevole, delle persone raggirate, con il rischio concreto di vedere il proprio conto corrente prosciugato».

Del Vecchio conclude richiamando il valore del risparmio e l’importanza dell’informazione pubblica: «I nostri risparmi, frutto di sudore e lavoro, meritano rispetto».

Un messaggio che il Generale rivolge anche al ruolo dell’informazione e della sensibilizzazione, riconoscendo il valore delle iniziative di approfondimento promosse attraverso le trasmissioni e le piattaforme editoriali dirette da Antonio Nesci, tra cui Quotidiano La Prima Pagina e Fast News Platform.

La prevenzione, dunque, passa anche dalla capacità di informare correttamente i cittadini. Perché, nell’era delle frodi digitali, conoscere i rischi e imparare a difendersi può fare la differenza tra una telefonata sospetta e la perdita dei risparmi di una vita.

Redazione

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