Verso l’Ordine Nazionale dei Grafologi: in Senato il DDL per l’istituzione dell’Albo e del Corso di Laurea
Dopo anni di battaglie silenziose e di impegno sul territorio, la Grafologia italiana compie un passo storico verso il riconoscimento ufficiale della professione. Il 14 maggio 2024 la II Commissione Giustizia del Senato ha avviato la discussione del Disegno di Legge n. 554, presentato alla Presidenza il 16 febbraio 2023 e promosso dal CESIOG (Centro Studi Italiano Orientamento Grafologico, inserito nel MIMIT), che prevede l’istituzione dell’Albo e dell’Ordine Professionale dei Grafologi, nonché il ripristino del Corso di Laurea specifico e delle specializzazioni biennali.
Il testo ha ricevuto una prima significativa accoglienza grazie all’incontro tra la senatrice Tilde Minasi (RC), divenuta prima firmataria del DDL, e la dottoressa Carmensita Furlano (CS), referente del CESIOG per la Calabria, nonché grafologo professionista, giudiziario ed ecclesiastico, audita lo scorso 3 ottobre 2024.
A luglio 2025, il provvedimento è in attesa di essere calendarizzato per la discussione in aula. Un passaggio decisivo per una professione che, pur vantando origini antiche e un impatto significativo in ambiti strategici come la giustizia, la formazione e la sanità, soffre tuttora della mancanza di un riconoscimento formale.
La grafologia, infatti, è una disciplina complessa e ad alta responsabilità, che può incidere in modo diretto sulla vita delle persone. È impiegata nelle perizie giudiziarie, nei percorsi educativi, nella diagnosi clinica e perfino nell’orientamento professionale. In Europa (esclusi i Paesi anglosassoni), America e Asia, è utilizzata in circa il 90% dei contesti potenzialmente interessati, mentre in Italia il suo impiego è limitato a un 9-10%, prevalentemente nel settore giudiziario.
Una sottovalutazione che contrasta con la natura scientifica della disciplina, fondata su metodologie sperimentali, principi grafonomici e neurofisiologici, tecniche di fisica e fisiologia della scrittura, con applicazioni che spaziano dalla grafopatologia alla motricità fine, dalla prevenzione neurologica al supporto clinico.
L’assenza di un ordinamento unitario, secondo i promotori del DDL, ha determinato gravi criticità: formazione disomogenea, incertezze applicative, affidamento di incarichi a figure non qualificate, rischi etici e professionali. Da qui la necessità di un Albo che possa garantire percorsi formativi uniformi – idealmente universitari –, aggiornamento continuo, standard qualitativi condivisi e, soprattutto, la tutela dell’utente finale.
“È tempo di restituire piena dignità scientifica e professionale alla grafologia – sottolinea il CESIOG – distinguendola in modo chiaro dalle pratiche pseudoscientifiche o meramente ludiche che ne hanno talvolta oscurato il valore.” L’Ordine dei Grafologi rappresenterebbe, in tal senso, uno strumento essenziale per valorizzare il ruolo della disciplina nella società contemporanea.
Il riconoscimento legale della professione darebbe inoltre impulso a nuovi percorsi accademici, sostenendo il ritorno del Corso di Laurea in Grafologia e delle sue specialistiche, e aprendo nuove prospettive per l’impiego di queste competenze in ambito scolastico, sanitario, giudiziario e aziendale.
Dall’identificazione di falsi a quella dei disturbi neurologici, dall’analisi del disagio emotivo al supporto nello sviluppo infantile, la grafologia è ormai pronta a uscire dall’ombra e a svolgere il suo ruolo nella tutela dei diritti fondamentali della persona. L’Italia, che le ha dato i natali nel Seicento, è ora chiamata a riconoscerne ufficialmente il valore.
