Calabria

“Voci sotto le Stelle” incanta Soriano Calabro: tra rovine, arte e spiritualità, un evento corale che unisce storia e comunità

Una serata di grande intensità emotiva, spiritualità e bellezza ha illuminato il Parco Archeologico del Polo Museale di Soriano Calabro lo scorso 12 luglio. L’occasione è stata l’atteso evento “Voci sotto le Stelle”, che ha visto protagonisti due tra le eccellenze del panorama corale italiano: il Coro Polifonico “David Brunori”, diretto dalla Maestra Paola Paolucci, e il Coro Polifonico “Dominicus”, guidato dal Maestro Gianfranco Cambareri.

Immersi in uno scenario mozzafiato – tra le rovine illuminate del complesso monumentale di San Domenico e il cielo limpido dell’entroterra vibonese – i due cori hanno regalato al pubblico un’esperienza sonora e visiva di rara intensità. L’iniziativa, a ingresso libero, ha richiamato un pubblico numeroso, attento e partecipe, dimostrando ancora una volta la capacità della cultura di aggregare, emozionare e valorizzare il territorio.

A sottolineare il significato profondo della manifestazione è stata Mariangela Preta, Direttrice del Polo Museale di Soriano Calabro, che ha dichiarato:

«Siamo davvero orgogliosi della riuscita di questa serata. “Voci sotto le Stelle” è molto più di un concerto: è un incontro tra memoria, arte e comunità. Offrire al territorio eventi culturali di qualità, accessibili e suggestivi è una missione che ci impegna ogni giorno. Il nostro obiettivo è valorizzare i luoghi, come questo straordinario parco archeologico, rendendoli vivi e partecipati. Un grazie sentito ai maestri, ai cori, al pubblico e a chi ha reso possibile tutto questo».

L’evento è stato realizzato in collaborazione con ARCOM – Associazione Regionale Cori Marchigiani e OCC – Organizzazione Cori Calabria, nel solco della promozione del patrimonio musicale corale e della valorizzazione dei beni culturali attraverso la musica.

Le immagini della serata, diffuse anche sui canali social del Polo Museale, raccontano con potenza la magia di un appuntamento dove la musica si è fatta ponte tra passato e presente, memoria e futuro. Un’esperienza che molti hanno già definito “indimenticabile” e che, per la sua riuscita e il suo significato, sembra destinata a diventare una tradizione per l’estate calabrese.

Redazione

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