Lucca. Vannacci alla Casa del Boia: “Ottima località per parlare di sicurezza”
Quasi 400 persone al convegno, 180 alla cena. L’europarlamentare: “Remigrazione subito”
“Alla Casa del Boia per parlare di sicurezza: quale luogo più adatto?” Con questa provocazione, l’europarlamentare Roberto Vannacci ha aperto il suo intervento durante il convegno organizzato giovedì sera nel centro storico di Lucca. Un appuntamento partecipato – secondo quanto riportato dallo stesso Vannacci – da quasi 400 persone al dibattito e 180 alla cena che si è svolta nella suggestiva cornice di Piazza dell’Anfiteatro.
L’eurodeputato eletto con la Lega ha colto l’occasione per ringraziare i “tre team Vannacci” che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento, così come la moderatrice Chiara Giannini e i relatori Laura Lucchi, Matteo Pacini e Gianluca Panattoni, definendo i loro interventi “interessanti, approfonditi e colti”.
Non sono mancate le stoccate politiche. “Mi aspettavo la presenza dell’assessor* Nardin*, visto che non perde occasione per sperticarsi nel tentativo di censurare ogni mia apparizione in Toscana – ha affermato Vannacci – ma si vede che si trova a suo agio solo dietro una tastiera”.
Durante la serata, Vannacci ha ribadito il suo approccio duro sul tema dell’immigrazione, citando un episodio avvenuto nelle stesse ore a Viareggio, dove il titolare di uno stabilimento balneare è stato aggredito da un diciassettenne nordafricano con una bottiglia rotta. “Queste sono le risorse della sinistra a cui qualcuno vorrebbe facilitare l’accesso alla cittadinanza italiana”, ha dichiarato. Poi ha concluso con uno slogan che sintetizza la sua linea: “Remigrazione subito!”
Tra i presenti anche il sindaco di Lucca e alcuni esponenti della Lega, mentre non è mancata – secondo Vannacci – la curiosità dei media: “Ringrazio anche la troupe de La7, che cercava spasmodicamente tra la folla tatuaggi e monili sospetti… chissà se ci saranno riusciti?”
L’iniziativa, dai toni marcatamente identitari e securitari, conferma la volontà dell’europarlamentare di mantenere alta l’attenzione su temi come immigrazione, ordine pubblico e difesa delle tradizioni, anche attraverso eventi pubblici dal forte impatto mediatico.
