Piersilvio Berlusconi verso la politica: “Un avviso di sfratto per Tajani” e un segnale che agita destra e centrosinistra
“Piersilvio Berlusconi pensa di scendere in campo. È un avviso di sfratto per Tajani“. Con queste parole, l’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (in foto) commenta le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Mediaset, che ieri, durante la presentazione dei palinsesti a Cologno Monzese, ha lasciato intendere un possibile ingresso in politica.
La giornata, formalmente dedicata alla televisione, si è trasformata in un evento politico. “Ormai ho 56 anni, e papà scese in campo quando ne aveva 58”, ha detto Piersilvio, accendendo i riflettori su una prospettiva che potrebbe ridisegnare gli equilibri del centrodestra – e non solo.
Una frase lapidaria sullo Ius Scholae – “Non è una priorità, anzi forse non è proprio il momento” – è bastata per gelare il ministro degli Esteri Antonio Tajani e per marcare la distanza da una leadership ritenuta ormai interlocutoria. “Né io né Marina c’entriamo con quella proposta”, ha precisato Berlusconi junior, segnando una linea di discontinuità netta con l’attuale segreteria del partito fondato dal padre.
“Tajani è bravissimo… ma si può fare di meglio”, ha aggiunto l’AD di Mediaset, con un sorriso che molti hanno interpretato come l’annuncio di un avvicendamento imminente. Il “vero” capo di Forza Italia sembra pronto a prendere le redini, non come traghettatore, ma come rifondatore del partito, proiettandolo verso una nuova identità: “una forza liberale e moderata, con una spinta progressista”.
Secondo Rossi, si tratta di un segnale diretto a Giorgia Meloni, che Piersilvio rassicura (“Il governo sta facendo bene, tra i migliori in Europa”), ma a cui lancia anche una sottile critica, evocando il padre “che avrebbe fatto di tutto, anche oltre misura, per fermare le guerre”. Un’allusione che potrebbe riguardare la linea atlantista e il sostegno militare a Kiev, su cui Fratelli d’Italia non ha mai mostrato esitazioni.
Nel centrosinistra, l’intervento di Piersilvio è osservato con attenzione e una certa inquietudine. “La sua discesa in campo può sconvolgere gli assetti non solo nel centrodestra, ma anche al centro e a sinistra”, sottolinea ancora Rossi. L’attacco frontale all’ex premier Matteo Renzi, definito “fuori gioco e inviso al popolo”, evidenzia l’intenzione di occupare quello spazio politico che finora Italia Viva e Azione hanno tentato di rappresentare senza successo.
Secondo l’ex governatore toscano, la sinistra dovrebbe cogliere l’occasione per rilanciare un progetto unitario e credibile: “Occorre una sinistra nuova, popolare e forte della sua identità, affiancata da un centro liberal-democratico che guarda a sinistra”. Ma, avverte, tutto dipenderà dalla capacità di queste aree politiche di fare fronte comune.
Infine, Rossi riporta al centro una questione strutturale e mai risolta della democrazia italiana: il conflitto di interessi. “Resta grande come una montagna – afferma – e riguarda la capacità di influenzare l’opinione pubblica per chi possiede buona parte della stampa, delle tv e dei mezzi di comunicazione, oltre a tanto denaro da spendere nelle campagne elettorali”.
La “sfida completamente nuova” evocata da Piersilvio potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi, e già oggi fa tremare i palazzi della politica. In gioco, per Rossi, non c’è solo la guida del centrodestra, ma la tenuta di una competizione democratica davvero equa, libera e trasparente.
