Da Rubano alla Calabria, passando per Cipro e Garlasco: una puntata di “Politicamente Scorretto” tra memoria, media e futuro della radio
Un collegamento in diretta tra Rubano e la Calabria ha dato vita oggi a una puntata particolarmente intensa di Politicamente Scorretto, il programma condotto da Domenico Nardo, voce tra le più riconoscibili dell’etere calabrese. In collegamento, il giornalista Massimo Martire, volto noto della tv italiana e direttore artistico delle radio del Gruppo Canale Italia, ha condiviso spunti, riflessioni e provocazioni su temi di grande attualità.
Il ponte radio tra Nord e Sud si è trasformato in un dialogo serrato tra due professionisti che, pur operando in contesti geografici differenti, condividono la stessa attenzione per i temi scomodi, per le narrazioni dimenticate e per la necessità di fare informazione con profondità.
Al centro della trasmissione, la questione cipriota, troppo spesso assente dal dibattito mediatico nazionale. Un nodo geopolitico e umano che continua a rappresentare una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo. Su questo tema, Martire ha offerto una lettura non convenzionale, evidenziando come la memoria collettiva sia fragile e quanto il ruolo dei media sia cruciale nel mantenerla viva.
Non è mancata una riflessione sul caso Garlasco e sulla tendenza sempre più diffusa di trasformare il fatto di cronaca in spettacolo. Una dinamica che pone interrogativi sulla deontologia giornalistica e sui rischi connessi a una comunicazione che preferisce il clamore alla complessità.
Ma il vero filo rosso della puntata è stata la radio, ieri, oggi e domani. Martire ha raccontato l’evoluzione dell’etere dal suo osservatorio privilegiato, quello di chi lavora quotidianamente nella costruzione di un palinsesto, nella scelta dei linguaggi, nella valorizzazione dei talenti. Secondo il direttore artistico del Gruppo Canale Italia, la radio continua a rappresentare uno spazio libero, capace di intercettare voci nuove, territori marginali e pensieri non allineati. E, soprattutto, di restare un mezzo vivo, a dispetto delle trasformazioni digitali.
Una puntata ricca, densa, che ha saputo coniugare analisi e passione, cronaca e cultura, con uno sguardo rivolto sia al passato che al futuro. Per chi l’ha persa, è disponibile il riascolto online.

