Minacce alla senatrice Valente, il PD: “Un’intimidazione che non ci fermerà”

«Non ci fermeranno». Con queste parole, i componenti del Gruppo del Partito Democratico nella Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere reagiscono all’attacco subito dalla senatrice Valeria Valente, oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli.

L’esposto, secondo quanto riportato, riguarderebbe un post pubblicato dalla senatrice in cui criticava aspramente uno sportello per uomini “maltrattati” promosso nel VI Municipio di Roma. Una struttura che, secondo Valente, rappresenta un «attacco a tutto l’impegno che viene portato avanti per sconfiggere la cultura patriarcale», ai centri antiviolenza e, più in generale, alle donne. La senatrice, nel suo intervento, aveva anche ricordato i controversi manifesti apparsi a Napoli nei mesi scorsi, che promuovevano un numero di telefono dedicato agli “uomini maltrattati”, domandandosi: «Ma la violenza ha sempre lo stesso sesso?» A quella domanda – scriveva Valente – «rispondiamo di sì: questo tipo di violenza, fondata sulla cultura del possesso e del controllo, deve essere chiamata con il suo vero e unico nome: violenza maschile contro le donne».

L’esposto nei suoi confronti, che includerebbe accuse per istigazione all’odio o alla discriminazione, è stato letto dai colleghi dem come un tentativo di intimidazione.

«Con un’intimidazione nei confronti della senatrice Valente – si legge in una nota firmata da Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio e Filippo Sensi – qualcuno intende negare quanto abbiamo imparato sulla nostra pelle di donne e di uomini in questi anni: che la violenza maschile contro le donne non è una violenza comune, e che negarne la specificità è un attacco a tutto quanto abbiamo conquistato e costruito come società».

Per i parlamentari del PD, ogni avanzamento sul fronte dei diritti e dell’emancipazione incontra inevitabilmente resistenze e tentativi di regressione: «È fisiologico. Ma questa forza di liberazione e di maturazione non può essere bloccata, se ne facciano una ragione».

Il sostegno alla senatrice è quindi totale, così come la determinazione a non arretrare: «Non ci fermeranno», ribadiscono con fermezza.

La vicenda si inserisce in un contesto sociale e politico particolarmente delicato, in cui il tema della violenza di genere continua a dividere l’opinione pubblica. Il dibattito si fa sempre più acceso, soprattutto quando iniziative apparentemente neutre – come uno sportello rivolto agli uomini – finiscono per essere percepite da molte attiviste come un tentativo di minimizzare, se non negare, l’emergenza della violenza maschile sulle donne.

Il caso di Valente accende dunque un nuovo riflettore su una battaglia culturale che, a detta dei dem, è tutt’altro che conclusa.