“Come si lavora, si mangia, si muore”: alla scoperta dell’identità con l’antropologo Cinquegrana

La maniera più appropriata di fare conoscenze di un paese è quello di cercare nell’articolarsi del suo territorio come si lavora, come si mangia, come si ama, come si parla, come si muore, come diceva Albert Camus. Ne parliamo con l’antropologo Pino Cinquegrana.

Come si entra a contatto con lo spirito dei luoghi, nella loro esperienza umana?

È necessario andare oltre le apparenze, oltre i dati geografici o politici, per entrare davvero nello “spirito” di un luogo e solo osservando la vita quotidiana — il lavoro, il cibo, l’amore, il linguaggio, la morte — possiamo cogliere l’essenza di una società. Queste cinque dimensioni rappresentano per Camus gli aspetti fondamentali dell’esperienza umana. Ogni paese, ogni cultura, ogni comunità si definisce attraverso il modo in cui affronta questi aspetti. l’identità di un popolo risiede nei gesti quotidiani, nei ritmi del corpo e della parola, nelle abitudini.

Per Camus, l’identità di un paese è anche una sensazione fisica: la luce, il vento, il mare. L’identità è spaziale, fatta di odori, colori, suoni. È d’accordo?

Sono pienamente d’accordo con Camus, specialmente quando il suo sentire passa dalla visione non nazionalista, ma umanista dell’identità di un paese: non una fortezza da difendere, ma come una comunità da comprendere, da costruire attraverso: il rispetto della dignità individuale, la condivisione dell’esperienza quotidiana, la responsabilità di fronte all’ingiustizia. Solo così ci si sente appagati di una visione cosmica del noi con gli altri. E in questa dimensione cerchiamo e veniamo cercati nel senso identitario di culture multiple.

Può fare un esempio?

Basta pensare all’imponente studio della biologa Fulvia Giuffré nella sua opera Calabria Nascosta, dove costumi e costumanze, sapori e tradizioni, linguaggi e danze, magie e paremiologie, simboli e racconti popolari di draghi custodi di tesori raccontano di paesi che diventano sintesi tra oriente ed occidente culturale.

Come comprendere tutto questo?

In tutto questo i dialetti divengono il passaporto per comprendere amori e dolori, cibi e feste popolari, pregiudizi e accettazioni insomma va idealizzato un bridge language che permette al visitatore, al turista, allo studioso una chiara lettura scientifica. In questa direzione rimandiamo al puntuale studio di Antonio Paesano (2023) Italy one country many idioms.

Per chiudere, in tutto questo diventa necessario chiederle: cosa intendiamo per identità e cultura

L’identità è l’insieme degli elementi che ci definiscono come individui o come membri di una collettività. Include: Origine geografica, Lingua, Religione o credenze, Esperienze personali e Memoria storica. Dall’altra parte, La cultura è l’insieme di modi di vivere, pensare, parlare, creare, lavorare e comunicare di un popolo. Comprende: Le tradizioni, le forme artistiche e letterarie, I riti, Il linguaggio.