Cinque secoli fa il miracolo del silenzio: Mesoraca celebra il Beato Matteo Vidio e il prodigio delle cicale

In un giorno d’estate di cinquecento anni fa, il frinire assordante delle cicale si spense all’unisono. Accadde a Mesoraca, nel cuore della Calabria, il 3 luglio del 1525, quando il Beato Matteo Vidio, frate minore osservante originario del borgo, si apprestava a predicare alla sua gente. La chiesa non bastava a contenere i fedeli, così l’incontro si tenne all’aperto, nella Riserva Naturale Regionale del Vergari. Ma il rumore degli insetti copriva ogni parola.

Fu allora che il frate, uomo di preghiera e prodigi, si rivolse alle cicale con voce ferma: “In nome dello Spirito Santo, tacete finché la predica non sarà terminata.” E accadde l’inspiegabile: il silenzio calò come un velo sacro, e le cicale tacquero, riprendendo solo alla fine dell’omelia.

La leggenda si è tramandata per generazioni, radicandosi nella memoria popolare di Mesoraca. Si narra che, ancora oggi, ogni 3 luglio, le cicale si fermino per qualche istante nello stesso momento in cui il Beato Matteo parlò, come se quel comando, sospeso nell’aria da cinque secoli, tornasse a farsi sentire.

A rievocare questa straordinaria vicenda, nel giorno dell’anniversario, è stato il team Mistery Hunters, guidato da Alfonso Morelli, con l’obiettivo di restituire voce e valore a una storia che appartiene alla tradizione spirituale e culturale del borgo crotonese, ma che rischiava di essere dimenticata.

Un racconto sospeso tra fede, natura e mistero, che torna oggi ad affascinare e interrogare.