Caos all’Arechi, la Salernitana retrocede in Serie C: lancio di oggetti e petardi, partita sospesa e sconfitta a tavolino

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Salernitana-Sampdoria finisce nel peggiore dei modi: non sul campo, ma con una sospensione definitiva dovuta al lancio di oggetti da parte dei tifosi granata. Il ritorno del playout di Serie B, disputato allo stadio Arechi, si trasforma in una pagina nera del calcio italiano. La Salernitana, chiamata a ribaltare il 2-0 subito all’andata a Marassi, viene travolta anche in casa e saluta amaramente la Serie B. Sul 2-0 per i blucerchiati (reti di Coda al 38’ e Sibilli al 49’), i tifosi campani danno il via a un fitto lancio di petardi, seggiolini e fumogeni che costringe l’arbitro Daniele Doveri alla sospensione definitiva dell’incontro.

Una scena già vista due anni fa tra Brescia e Cosenza: anche stavolta il playout non si conclude regolarmente. Dopo una lunga interruzione al 65’ e un tentativo di ripresa dopo mezz’ora, nuovi lanci dagli spalti impongono il secondo e definitivo stop al match. La polizia entra in campo in assetto antisommossa e la tensione è altissima. L’ufficialità è attesa a ore, ma il destino sportivo è già scritto: sconfitta per 3-0 a tavolino per la Salernitana, che retrocede così in Serie C.

Una settimana nera per i granata, reduci anche da una maxi-intossicazione alimentare che aveva complicato la preparazione alla gara. In campo, la squadra di Colantuono parte male e subisce subito la pressione della Samp, salvata più volte da un super Christensen. Le reti dell’ex Coda e di Sibilli chiudono virtualmente ogni speranza già a inizio ripresa. A nulla serve il cambio modulo e l’ingresso di Tongya: al fischio finale, che non arriverà mai, è il caos sugli spalti a prendersi la scena.

La Sampdoria, ripescata nei playout dopo il caso Brescia, ottiene una salvezza clamorosa a quaranta giorni dalla sua retrocessione. Per la Salernitana, invece, è l’addio più amaro: fuori dalla Serie B e sotto la probabile lente di sanzioni disciplinari gravi per quanto accaduto.