Il giorno dopo, lo sguardo sull’Universo Accademico di Perugia: Massimiliano Marianelli eletto Rettore dei ponti, non dei muri

Il giorno dopo l’elezione di Massimiliano Marianelli a Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, lo sguardo si allarga. Non è solo il resoconto di un voto, ma il riflesso di un momento storico per partecipazione e consenso. Quella di ieri è stata una giornata che resterà nella memoria dell’Ateneo: altissima l’affluenza, larghissimo il margine di vittoria.

Marianelli ha ottenuto 727 voti, partendo dai 405 del primo turno, conquistando quasi il 70% dei voti espressi. Una vittoria netta, trasversale, che ha visto convergere su di lui quasi tutto il mondo accademico, al di là delle appartenenze o delle iniziali collocazioni. C’è chi ha scelto di esporsi pubblicamente, e chi ha preferito il silenzio, ma il risultato parla da solo: è impossibile circoscrivere una vittoria così ampia.

Il nuovo Rettore ha costruito la sua proposta su parole chiave come dialogo, inclusione, confronto. Ha promesso di costruire ponti, non muri. E attorno a questa visione si è coagulata una fiducia ampia, profonda, che va ben oltre il bacino potenziale del primo turno. Un Ateneo per tutti, dove ci sarà spazio per ogni voce. Certo, le responsabilità ora sono tutte sulle sue spalle. Ma il mandato ricevuto è chiaro, forte: guidare l’università nei prossimi sei anni dando ascolto a ogni anima, con particolare attenzione agli ultimi.

Da Perugia è arrivato anche un messaggio forte e chiaro alla politica dei partiti: l’Università è pubblica, è di tutti. Sì al confronto, no alla strumentalizzazione. La comunità accademica ha scelto autonomia, pluralismo, orizzonte.

E in questa terra impregnata della spiritualità di San Francesco d’Assisi, l’impegno per l’inclusione e l’ascolto non è solo una scelta politica o gestionale. È un segno. Un orizzonte etico.

Ora comincia il tempo della responsabilità. Ma anche della speranza.