Granata: “Giustizia e paradossi: dalla parte della Magistratura, ma contro l’assurda detenzione di Gianni Alemanno”

di Fabio Granata *

Sono, e sono sempre stato, dalla parte della Magistratura, al fianco dei Giudici più esposti e contrario alla separazione delle Carriere.

Da militante prima e da Parlamentare poi, da Presidente della Commissione Regionale Antimafia e poi da vice Presidente di quella Nazionale, da uomo politico e da cittadino sono stato sempre, senza se e senza ma, dalla parte della Magistratura.

Da “giustizialista” inviso a buona parte del centrodestra italiano, per posizioni che riflettono la tradizione radicale di una destra legalitaria e antimafia ispirata alla figura di Paolo Borsellino, sono sconvolto per il protrarsi dell’assurda detenzione di Gianni Alemanno per un reato, traffico di influenze, del tutto impalpabile e per il quale la condanna a 1 anno e 10 mesi poteva essere sospesa condizionalmente.

Dall’arresto-la sera di Capodanno…- a oggi ho atteso fiducioso un segnale di equilibrio e giustizia che tenesse presente sia la natura effimera del reato, sia le motivazioni della trasgressione contestata alle regole sull’affidamento, legate esclusivamente alla grande e generosa passione politica, sia il profilo legato alla drammatica situazione di sovraffollamento del Carcere di Rebibbia e della Carceri italiane, situazione denunciata quotidianamente da Gianni attraverso un “diario dal carcere” intriso di umanità e che fa davvero molto riflettere…

E mentre a Palermo si scarcerano a uno a uno tutti i capi storici di Cosa Nostra, da ieri anche Gianni Brusca è tornato in libertà.

Nel frattempo a Roma si tiene in cella Gianni Alemanno…per aver fatto liquidare una piccola somma dovuta a un imprenditore dalla Amministrazione romana e per aver partecipato a una manifestazione per la Pace e contro il genocidio palestinese.
Viva l’Italia!!!

* Riceviamo e pubblichiamo dall’esponente del movimento Indipendenza