Anna Pesce: l’Italia è un paese diviso in due dalla qualità delle cure
di Anna Pesce
La Migrazione Sanitaria è un fenomeno sempre più in costante crescita che delinea chiaramente un paese diviso in due dalla qualità delle cure. Risulta infatti moltiplicato il numero di persone costrette ad emigrare per ricevere cure adeguate, e i motivi di questi spostamenti sono svariati : l’assenza sui territori di poli ospedalieri altamente specializzati, le lunghe liste d’attesa, assenza di personale qualificato, carenza di attrezzature diagnostiche all’ avanguardia (molto spesso presenti nelle strutture ma non utilizzate per non gravare sui bilanci aziendali ospedalieri).
Ma ciò che determina questi disagi è soprattutto la iniqua ripartizione del FSN che non riflette realmente le necessità delle richieste effettive e piuttosto si calcola, in maniera del tutto surreale, su percentuali che nulla hanno a che vedere con le concrete esigenze del settore. Resta comunque il fatto che senza adeguati fondi finanziari a disposizione delle regioni più colpite dal fenomeno della migrazione, il dato sarà costantemente in aumento e di conseguenza il gap sempre più marcato.
Nello stesso capitolo rientra il settore della prevenzione alla quale in molte regioni italiane, non viene dedicata abbastanza attenzione e che invece potrebbe andare ad evitare nel 50% dei casi il ricorso alle cure \prestazioni. Il motivo di tale carenza è da attribuirsi ancora una volta all’insufficienza di fondi destinati, e, quindi, conseguenza alla ripartizione del FSN. La privatizzazione del settore ospedaliero ha dirottato l’attenzione degli amministratori a far quadrare i bilanci aziendali piuttosto che a garantire efficienza delle prestazioni sanitarie e , purtroppo si tende a colpevolizzare la ormai radicata consuetudine di rivolgersi fuori regione per curarsi ad una questione culturale quando è semplicemente la vitale esigenza di sopravvivere.
