Maxi operazione della Polizia di Stato a Serra San Bruno: sette arresti per il brutale pestaggio avvenuto durante la festa dell’Epifania
Si è conclusa con l’esecuzione di sette misure cautelari in carcere una complessa indagine condotta dalla Polizia di Stato in merito alla violenta aggressione avvenuta lo scorso 6 gennaio all’interno di un locale di Serra San Bruno, durante una serata di festeggiamenti per l’Epifania. Gli arresti, eseguiti nella mattinata del 13 maggio, rappresentano l’esito di un lavoro investigativo articolato e coordinato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, condotto congiuntamente dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e dal Commissariato di Polizia di Serra San Bruno.
I sette soggetti arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati gravi come estorsione, lesioni personali, minacce e danneggiamento aggravato. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, a seguito della richiesta formulata dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo.
L’episodio risale al 6 gennaio scorso, quando, all’interno di un locale che ospitava un evento privato in occasione dell’Epifania, tre giovani dipendenti furono brutalmente aggrediti da un gruppo di coetanei. Il pestaggio fu così violento da rendere necessario il ricovero dei tre al Pronto Soccorso dell’ospedale di Serra San Bruno. Le lesioni riportate furono giudicate guaribili in un massimo di 20 giorni.
L’attività investigativa si è sviluppata immediatamente dopo l’aggressione, partendo dalle testimonianze raccolte tra i numerosi avventori presenti quella sera nel locale, e proseguendo con l’analisi delle immagini dei circuiti di videosorveglianza interni ed esterni alla struttura. Proprio queste riprese hanno consentito agli investigatori di ricostruire con precisione i fatti, identificando i partecipanti all’aggressione e delineando il contesto in cui si è verificata.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’episodio non sarebbe stato un gesto isolato, ma l’apice di una serie di comportamenti intimidatori e minacciosi portati avanti dal gruppo già a partire dal dicembre precedente. Il 20 dicembre 2024, infatti, uno degli indagati aveva inviato un messaggio intimidatorio all’organizzatore dell’evento, pretendendo l’ingresso gratuito per sé e per i propri amici alle serate previste per Capodanno e per l’Epifania. In caso di rifiuto, il mittente aveva minacciato ritorsioni e conseguenze per i presenti.
Per evitare problemi, l’organizzatore aveva inizialmente accettato passivamente la presenza del gruppo sia durante la notte di Capodanno che in quella dell’Epifania. Tuttavia, in occasione dell’evento del 6 gennaio, il personale dello staff si era opposto a una nuova pretesa del gruppo, che chiedeva di accedere a un’area riservata del locale. Di fronte al diniego, gli aggressori hanno fatto irruzione con violenza nella zona privata, aggredendo fisicamente i dipendenti con calci e pugni e provocando anche gravi danni materiali alla struttura.
L’operazione che ha portato agli arresti ha visto il coinvolgimento non solo della Squadra Mobile di Vibo Valentia e del Commissariato di Serra San Bruno – già protagonisti delle indagini – ma anche della Squadra Mobile di Catanzaro (poiché uno degli indagati risiedeva nel capoluogo calabrese), dei Reparti Prevenzione Crimine di Vibo Valentia e Siderno, oltre che di unità cinofile della Polizia.
I reati contestati agli arrestati sono particolarmente gravi, anche in considerazione del contesto in cui si sono verificati: un evento festivo aperto al pubblico, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di convivialità e condivisione. Al contrario, è stato trasformato in un episodio di violenza cieca, che ha gettato sconcerto sull’intera comunità locale.
Gli investigatori sottolineano come l’intervento sia da inserire in un più ampio contesto di contrasto ai fenomeni di devianza giovanile, con particolare riferimento al preoccupante incremento di episodi legati alle cosiddette “baby gang”. Questi gruppi, spesso formati da giovanissimi, mettono in atto comportamenti criminali che includono minacce, violenze e azioni estorsive, sfruttando la forza del numero e una percezione distorta del potere.
A dimostrazione della pericolosità sociale del gruppo, già nei mesi scorsi alcuni degli indagati erano stati destinatari di provvedimenti da parte del Questore di Vibo Valentia. In particolare, erano stati emessi nei loro confronti avvisi orali di Polizia e D.A.S.P.O. Willy, ossia il divieto di accesso e stazionamento presso locali pubblici e di pubblico intrattenimento, misura introdotta per contrastare proprio comportamenti violenti in ambito giovanile.
La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, valutata la gravità dei fatti e il concreto pericolo di reiterazione dei reati, ha ritenuto necessario chiedere la misura cautelare più severa: la custodia in carcere. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta e, nella giornata del 13 maggio, gli agenti hanno dato esecuzione all’ordinanza, traendo in arresto i sette giovani coinvolti. Al termine degli atti di rito, gli indagati sono stati trasferiti presso le case circondariali di Vibo Valentia e Catanzaro, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’operazione condotta dalla Polizia di Stato dimostra ancora una volta l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrastare fenomeni di criminalità giovanile e nel tutelare la sicurezza dei cittadini, anche nei contesti considerati più “sicuri”, come gli eventi ricreativi. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità o coinvolgimenti.
Nel frattempo, l’intera comunità di Serra San Bruno resta scossa dall’accaduto, ma può guardare con maggiore fiducia al futuro grazie alla risposta rapida e incisiva delle istituzioni.
