Assisi. Non solo Carlo Acutis: il legame profondo con Francesco e Chiara

“Questo libro non parla solo di Carlo, ma volutamente di Francesco, Chiara e Carlo. È una scelta precisa, perché solo così si può davvero cogliere la figura di questo ragazzo e il messaggio che incarna. Carlo ha respirato la spiritualità di Francesco e Chiara in una forma nuova, diversa da quella di un semplice seguace francescano. L’ha fatta sua in modo del tutto originale”. Così monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, ha presentato il libro “Carlo Acutis sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi – Originali, non fotocopie”, durante l’incontro tenutosi nei giorni scorsi presso l’antica biblioteca dell’Università degli Studi Link a Roma.

L’evento è stato aperto dai saluti del rettore Carlo Alberto Giusti e del presidente Pietro Luigi Polidori, e ha visto la partecipazione di numerosi studenti dell’ateneo.

Il vescovo ha continuato: “Credo che Carlo sia un altro germoglio di Francesco. Nel libro ricordo quel mandato ricevuto da Francesco otto secoli fa: “Va’ Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. Allora si trattava di una crisi sociale, oggi abbiamo davanti agli occhi una crisi profonda e complessa. Eppure, il Signore continua ad agire in modo organico: quel mandato oggi trova nuova eco, una traduzione adatta al nostro tempo. Un nuovo germoglio è nato, sta cambiando Assisi, sia nel numero dei pellegrini sia nella qualità della sua spiritualità. Questo accostamento tra Francesco e Carlo, all’apparenza improbabile e illogico, è frutto di un disegno che solo lo Spirito Santo poteva immaginare. Per me, questa canonizzazione è una cosa grande: è la canonizzazione di un Millennial”.

Monsignor Sorrentino ha anche descritto l’immagine scelta per la copertina del libro, la stessa che si trova all’ingresso del Santuario della Spogliazione, dove è custodito il corpo di Carlo Acutis. “L’immagine mostra Francesco e Carlo ai margini della scena, quasi volessero uscire per lasciare spazio al messaggio che portano: entrambi, con le mani arcuate, indicano Gesù, il Cristo crocifisso, il Cristo spogliato, l’altare dell’Eucaristia. Il loro è un invito a una Chiesa che non deve inventarsi la primavera: la primavera è già presente, ed è Cristo stesso. Questo Santuario è il santuario della primavera”.

Durante l’incontro è intervenuto anche il giornalista e docente di geopolitica vaticana Piero Schiavazzi, che ha definito il volume “un libro semplice nel linguaggio, come un’ora di religione, ma con contenuti profondi, complessi. È un libro geopolitico, perché tutto ad Assisi è geopolitico. La città è nata con ottocento anni d’anticipo sull’ecologia grazie al Cantico delle Creature. Nel Novecento è diventata la città della pace e del dialogo interreligioso, con eventi come quello del 27 ottobre 1986 voluto da Giovanni Paolo II. E oggi, dal 2019, è anche la città dell’economia”.

Schiavazzi ha poi fatto un confronto antropologico tra le figure di Chiara, Francesco e Carlo. “Francesco e Chiara si completano. Ora arriva una figura dirompente come quella di Carlo, che modifica perfino la geografia urbana di Assisi. Se prima si scendeva verso la Basilica di San Francesco, oggi si svolta a sinistra, verso il Vescovado e il Santuario della Spogliazione. È una trasformazione anche simbolica. Il vescovo si è chiesto come mantenere unitario il messaggio, e questo libro è una risposta”.

Il docente ha evidenziato anche un passaggio fondamentale del testo. “A pagina 18 l’autore si interroga: Qual è il disegno? Come è arrivata questa figura ad Assisi? Chi ragiona in termini accademici chiederà “Quale logica?”. Chi ha fede si chiederà invece “Quale disegno provvidenziale?”. Ma in ogni caso, c’è una risposta da cercare. La prima affinità tra Francesco, Chiara e Carlo? L’entusiasmo per la vita. Carlo ha guardato al mondo di internet con lo stesso entusiasmo con cui Francesco guardava la natura”.

L’incontro, moderato dalla giornalista Marina Rosati, direttrice dell’Ufficio stampa del Santuario della Spogliazione e delle comunicazioni sociali della diocesi, si è concluso con il saluto di Antonio Tofanelli, capo del cerimoniale della Link. Il resoconto giornalistico e l’immagine sono tratti dal portale ufficiale della Diocesi di Assisi Nocera Umbra Gualdo Tadino.