Oscar 2025: trionfo per “Anora” di Sean Baker, Italia a mani vuote

La 97esima edizione degli Academy Awards ha visto un protagonista assoluto: Anora, il film indipendente di Sean Baker, che ha conquistato ben cinque statuette, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Montaggio e Miglior Attrice Protagonista per Mikey Madison. Un successo che conferma la vitalità del cinema indipendente e premia il talento di Baker, già celebrato a Cannes con la Palma d’Oro.

Il trionfo di Anora

La pellicola, che racconta la storia di una giovane spogliarellista di Brooklyn coinvolta in una relazione con il figlio di un potente oligarca russo, ha superato ogni pronostico iniziale, guadagnando terreno grazie ai riconoscimenti ricevuti nei giorni precedenti dagli ordini dei produttori, registi e sceneggiatori. Il successo di Sean Baker aiuta a consolidare l’importanza del cinema indipendente in un’industria dominata dai blockbuster.

“Grazie all’Academy per aver riconosciuto il valore del cinema indipendente”, ha dichiarato Baker nel suo discorso di ringraziamento. “Abbiamo bisogno di sostenere le sale cinematografiche: negli Stati Uniti, solo durante la pandemia, abbiamo perso mille cinema. Ai distributori dico di puntare sulle uscite in sala, e ai genitori chiedo di portare i loro figli a vedere i film al cinema: saranno loro il futuro del cinema”.

Le altre grandi vittorie

Adrien Brody ha conquistato la statuetta per il Miglior Attore Protagonista grazie alla sua intensa interpretazione in The Brutalist, pellicola che ha ottenuto altri due riconoscimenti per la Miglior Fotografia (Lol Crawley) e la Miglior Colonna Sonora (Daniel Blumberg). Brody, ventidue anni dopo la vittoria per Il Pianista, ha colto l’occasione per lanciare un messaggio contro il razzismo e l’antisemitismo: “Il passato deve insegnarci a non lasciare che l’odio continui a esistere senza opposizione”.

I premi per i Migliori Attori Non Protagonisti sono andati a Kieran Culkin per A Real Pain e a Zoe Saldana per Emilia Pérez, che ha dovuto affrontare una campagna travagliata a causa delle polemiche attorno alla protagonista Karla Sofia Gascon.

Per il Miglior Film Internazionale, il premio è andato a Io Sono Ancora Qui di Walter Salles, mentre la statuetta per il Miglior Documentario ha premiato No Other Land, un’opera israelo-palestinese che racconta la distruzione di un villaggio in Cisgiordania. Infine, per la categoria Miglior Film d’Animazione, il lettone Flow di Gints Zilbalodis ha sorpreso tutti battendo il colosso Disney con Inside Out 2.

Le delusioni della serata

Serata amara per A Complete Unknown, il biopic su Bob Dylan con Timothée Chalamet, che non ha portato a casa nessun riconoscimento nonostante le otto nomination. Anche Emilia Pérez di Jacques Audiard, forte di tredici candidature, ha ottenuto solo il premio per la Miglior Attrice Non Protagonista e per la Miglior Canzone Originale con El Mal.

L’Italia esce completamente a mani vuote da questa edizione degli Oscar. Grande delusione per Isabella Rossellini, candidata come Miglior Attrice Non Protagonista per Conclave, ma superata da Zoe Saldana.

Un’edizione politicamente carica

Nonostante le intenzioni dell’Academy di mantenere la serata il più possibile “apolitica”, alcuni momenti hanno riportato al centro dell’attenzione le tensioni internazionali. Il conduttore Conan O’Brien ha scherzato su Anora con una battuta indirizzata a Vladimir Putin: “Immagino che gli americani siano felici di vedere finalmente qualcuno resistere a un russo potente”. Inoltre, la vittoria di No Other Land ha visto i suoi autori lanciare un accorato appello contro la “pulizia etnica” in Palestina.

Il segmento In Memoriam, aperto da Morgan Freeman con un omaggio a Gene Hackman, è stato uno dei momenti più toccanti della cerimonia. A seguire, un lungo tributo musicale alla saga di James Bond, in onore del passaggio della direzione creativa della franchise da Barbara Broccoli e Michael Wilson ad Amazon.

Gli Oscar 2025 hanno confermato l’ascesa del cinema indipendente, premiando storie autentiche e registi visionari. Il trionfo di Anora e Sean Baker segna un momento storico per l’industria cinematografica, mentre l’Italia dovrà attendere un’altra occasione per tornare a brillare sulla scena internazionale.