Vibo Valentia, il “concorsone” per il superconsulente: tra opacità e silenzi

Il bando per la ricerca di un superconsulente al Comune di Vibo Valentia, con le sue richieste complesse e articolate, ha sollevato polemiche a causa di un compenso di 26.000 euro per 65 giorni lavorativi. Una cifra che ha dato origine a un caso mediatico, con l’opposizione che ha subito sollevato dubbi e alcuni membri della maggioranza che hanno manifestato perplessità. Nonostante i tentativi di minimizzare la vicenda, il bando ha visto un flop completo, con nessuno dei 33 candidati iniziali che è riuscito a superare le difficoltà imposte dalla selezione. Su 33 solo 4 hanno raggiunto il colloquio ma 3 stranamente non si sono presentati mentre l’unico che a sostenuto il colloquio è stato giudicato inidoneo.

Oltre all’ironia suscitata dalla situazione, il caso solleva interrogativi seri sulla trasparenza nell’amministrazione pubblica. Quando si tratta di denaro pubblico, è fondamentale che le istituzioni siano chiare e rendano conto delle proprie azioni. La vicenda, inizialmente presentata come urgente, è poi caduta nel dimenticatoio senza spiegazioni.

Il movimento politico Indipendenza, in seguito al silenzio generale, ha preso l’iniziativa, chiedendo l’accesso agli atti per chiarire le dinamiche. Tuttavia, tale richiesta è stata respinta, alimentando il sospetto di una mancanza di trasparenza. La domanda rimane: cosa c’è da nascondere in un atto pubblico?

Il coordinatore provinciale di Indipendenza, Pino Scianò, ha tentato di fare luce sulla vicenda durante una conferenza stampa, sottolineando i dubbi che circondano l’intera operazione.