Crediti insoluti? Ecco come recuperarli nel rispetto della legge
Il recupero crediti aziendale si rivela, per molte imprese, un’attività basilare, in grado di influenzare la stabilità finanziaria, permettendo di gestire al meglio la liquidità aziendale.
Si tratta infatti, di uno strumento che entra in gioco nel momento in cui i crediti aziendali divengono insoluti. Ciò si verifica quando un soggetto debitore non paga quanto dovuto alla scadenza concordata, e coinvolge sia aziende persone fisiche.
Oggi vi raccontiamo qualcosa di più su come funziona il recupero crediti, analizzando come procedere per ottenere quanto spetta di diritto, in linea con le quanto previsto dalla legge.
Crediti insoluti: cosa sono?
Vediamo prima di tutto cosa si intende per crediti insoluti. Si tratta di quei crediti che non vengono saldati entro 90 giorni dalla data di scadenza riportata in fattura.
Per dirlo in parole più semplici, parliamo di crediti che risultano a tutti gli effetti scaduti e non pagati, a fronte del mancato rispetto degli accordi stipulati tra le parti. Le ragioni per cui si può arrivare a questo tipo di situazioni sono molteplici: difficoltà finanziarie del cliente, dimenticanza, persino volontà di non saldare da parte del debitore.
Una cosa è certa. Chi deve recuperare un credito insoluto deve affrontare spese non preventivate e in quanto tali poco piacevoli. Da qui la necessità di rivolgersi a un servizio di recupero crediti, in grado di intervenire secondo le modalità concordate con il cliente, nel pieno rispetto della legge.
Recupero crediti: cos’è e cosa dice la normativa
Il recupero crediti aziendali prevede una serie di attività che hanno come fine la soddisfazione dei diritti del creditore, da parte del debitore. Si tratta di soluzioni tecniche messe in campo da società qualificate, che rispondono pienamente ai requisiti richiesti dalla legge.
A livello normativo, la riscossione dei crediti risulta regolata da diverse norme che stabiliscono gli aspetti procedurali nonché le modalità di ordine pratico. Vediamo quelli principali.
- Codice delle obbligazioni. Il D.Lgs. n.° 115 del 2002 indica soprattutto le modalità di calcolo degli interessi di mora nonché delle penali, stabilendo le azioni che il creditore può adottare per il recupero del denaro dovuto.
- Codice di procedura civile. Il D.Lgs. n° 40 del 2006 stabilisce l’iter con il quale procedere al recupero del credito, individuando le modalità per la notifica e le regole di trattazione delle cause in giudizio.
- Legge sulla privacy. Il D.Lgs. n.° 196 del 2003 definisce le regole per la protezione dei dati personali, che vanno rispettate per tutelare i debitori.
La normativa stabilisce che il recupero crediti può essere effettuato esclusivamente da professionisti qualificati, come le agenzie di recupero crediti, ovvero da professionisti del settore legale.
Rivolgersi a un servizio di consulenza specializzato in recupero crediti è indubbiamente la soluzione ideale, in quanto, oltre ad aver il necessario know how, può seguire il cliente nel complesso iter operativo, sgravando l’azienda dallo svolgere in proprio attività molto complessa e con implicazioni economiche considerevoli.
Le procedure previste dalla legge per il recupero crediti
La normativa prevede due tipologie di recupero credito, a seconda del tipo di procedura seguita. Vediamole nel dettaglio.
Procedura stragiudiziale
Si tratta di una modalità “bonaria” che implica l’adozione di tecniche cd. win win che cioè prevedono la soddisfazione di entrambe le parti. Da una parte il creditore che rientra del suo credito (magari con pagamenti rateali) e dall’altra il debitore, che, a fronte di una sensibile riduzione del debito, riesce a far fronte agli impegni presi. Il tutto senza doversi rivolgere ad avvocati ed evitando di andare in tribunale. Le azioni adottate variano dal sollecito informale al piano di rientro, fino al saldo e stralcio o, in caso del persistere dell’inadempimento, alla messa in mora formale.
In tutti questi casi il procedimento di recupero crediti si risolve attraverso negoziazione, trovando un accordo che risulta favorevole per entrambe le parti ed evita di andare incontro a un iter più dispendioso, lungo e svantaggioso.
La procedura stragiudiziale prevede in primo luogo un’analisi del debitore, con la quale si verifica la solvibilità del debitore, valutandone la situazione finanziaria per capire qual è la probabilità di poter ottenere un recupero integrale del credito.
L’agenzia di recupero crediti predispone quindi un piano di rientro per il debitore, alla luce dei risultati dell’analisi, in grado di soddisfare le esigenze di entrambe le parti.
La comunicazione dovrà avvenire in maniera chiara e sintetica, attraverso un’esplicitazione chiara e professionale degli obiettivi, nel pieno rispetto dei diritti del debitore.
La procedura stragiudiziale è quella più semplice e meno dispendiosa. Permette di risolvere la controversia in maniera veloce e senza creare animosità tra le parti. È quindi quella che presenta i maggiori benefici, sotto tutti i punti di vista.
Procedura giudiziale
La procedura giudiziale entra solitamente in gioco quando quella stragiudiziale non ha dato i frutti sperati. L’iter ha natura formale e prevede un ricorso in tribunale, tramite avvocati. Rispetto alla procedura stragiudiziale i tempi si allungano e l’esborso economico è decisamente maggiore.
Tra gli strumenti più adottati nel recupero di crediti giudiziale troviamo il decreto ingiuntivo, che permette di attribuire un “titolo esecutivo” al diritto del creditore
; il precetto che è il primo atto dell’azione esecutiva vera e propria ed infine il pignoramento, che è uno degli strumenti messi a disposizione del creditore dalla legge, per aggredire il patrimonio del debitore.
Alcune best practices per la gestione dei crediti aziendali
Il recupero dei crediti aziendali, oltre a comportare dispendio di risorse aziendali, sia in termini finanziari, che di personale, è qualcosa che andrebbe evitato il più possibile, in quanto fonte di instabilità finanziaria.
In tal senso, adottare alcune best practices di gestione crediti si rivela essenziale, a partire dalla scelta dei clienti. Un servizio di informazioni commerciali può essere utilizzato anche in via preventiva, così da poter conoscere l’eventuale solvibilità del cliente.
Si tratta di una pratica molto più comune e diffusa di quanto si possa pensare, attuata in molteplici settori economici, dove la verifica delle condizioni di solvibilità della controparte si rivela indispensabile prima di trovarsi in situazioni più complesse da gestire.
In conclusione, soprattutto per le aziende, vale il detto “patti chiari amicizia lunga”: stipulare cioè accordi chiari fin dall’inizio, ben prima di erogare il servizio, e prestare molta attenzione alla solidità finanziaria di chi deve effettuare i pagamenti.
